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disciplina per le adozioni internazionali da articolo 5

Art. 5 (Dell'adozione pronunciata all'estero) 1. L'articolo 32 della legge sull'adozione è sostituito dal seguente: "Art. 32 (Dell'adozione pronunciata all'estero)

1. Qualora l’adozione debba essere pronunciata nello Stato estero prima dell’arrivo del minore in Italia, la Commissione di cui all’articolo 38, ricevuti gli atti di cui all’articolo 31, lettere c), e) ed f), concorda con l’autorità straniera, qualora ne sussistano i requisiti, di procedere all’adozione, dichiara che l’adozione risponde al superiore interesse del minore, acconsente alla prosecuzione della procedura e contestualmente provvede ad autorizzare lo stesso minore all’ingresso e alla residenza permanente in Italia.
2. La Commissione provvede senza ritardo ad inviare i provvedimenti di cui al comma 1 e la documentazione allegata all’autorità straniera competente a pronunciare il provvedimento di adozione del minore.
3. Se la Commissione non concorda con la proposta di incontro formulata dall’autorità straniera, restituisce gli atti alla stessa autorità per una nuova proposta.
4. Fatto salvo quanto previsto al comma 5, la dichiarazione che l’adozione corrisponde al superiore interesse del minore ed il consenso alla prosecuzione della procedura di cui al comma 1 non sono ammessi:
a) quando non sussistono le condizioni previste dall’articolo 4 della Convenzione;
b) quando l’adozione non è conforme alle altre disposizioni della Convenzione e ai principi vigenti nello Stato in materia di diritto di famiglia e dei minori, valutati in relazione al superiore interesse del minore;
c) quando gli aspiranti genitori adottivi non risultino in possesso dei requisiti previsti dalla legge italiana sull’adozione;
d) quando le indicazioni contenute nel decreto di idoneità non siano state rispettate;
e) quando la procedura adottiva si sia svolta senza l’intervento di un ente autorizzato e delle autorità centrali;
f) quando l’adozione pronunciata nello Stato straniero non produca la cessazione dei rapporti giuridici con la famiglia di origine a mezzo della conversione di cui al comma 5.
5. Quando l’adozione pronunciata nello Stato straniero non produce la cessazione dei rapporti giuridici con la famiglia d’origine, la stessa può essere convertita in un’adozione che produca tale effetto se la Commissione la riconosce conforme alla Convenzione. Ai fini della conversione è necessario che i genitori naturali abbiano prestato il proprio consenso espressamente, liberamente e senza aver ricevuto alcun vantaggio, anche di natura patrimoniale, per sé o per altri. In caso di conversione, la Commissione pronuncia i provvedimenti di cui al comma 1.
6. Gli uffici consolari italiani all’estero collaborano, per quanto di competenza, con la Commissione e con l’ente autorizzato per il buon esito della procedura di adozione. Essi, dopo aver ricevuto formale comunicazione da parte della Commissione dei provvedimenti di cui al comma 1 e del provvedimento di adozione pronunciato dall’autorità straniera, rilasciano il visto d’ingresso per adozione a beneficio del minore adottando.”.

Art. 6
(Effetti dell’adozione pronunciata all’estero)

1. Dopo l’articolo 32 della legge sull’adozione è inserito il seguente:

“Art.32-bis
(Effetti dell’adozione pronunciata all’estero)

1. L’adozione pronunciata all’estero è immediatamente efficace in Italia e produce gli effetti di cui all’articolo 27.
2. Con il provvedimento di adozione, il minore straniero adottato da cittadino italiano acquista la cittadinanza ai sensi dell’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 91.
3. La Commissione, ricevuta formale comunicazione della pronuncia di adozione e del rilascio del visto d’ingresso di cui all’articolo 32, comma 4, dispone la trascrizione del provvedimento straniero nei registri dello stato civile, dandone immediata comunicazione al tribunale per i minorenni che ha emesso il decreto di idoneità.
4. Ricevuta la comunicazione di cui al comma 3, il tribunale per i minorenni competente incarica i servizi socio-assistenziali degli enti locali di compiere le attività di cui all’articolo 34, comma 2.”.

Art. 7
( Inserimento del minore straniero nella famiglia adottiva )

1. All’articolo 34 della legge sull’adozione sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, le parole: “di adozione o” sono soppresse;

b) il comma 2 è sostituito dal seguente: “2. Dal momento dell’ingresso in Italia, e per almeno un anno, ai fini di una corretta integrazione familiare e sociale, i servizi socio-assistenziali degli enti locali, unitamente agli enti autorizzati, assistono, secondo le modalità indicate nei protocolli di cui all’articolo 39-bis, comma 1, lettera c), gli affidatari, i genitori adottivi e il minore. I servizi e gli enti riferiscono al tribunale per i minorenni sull’andamento dell’inserimento del minore segnalando le eventuali difficoltà per gli opportuni interventi.”;
c) il comma 3 è soppresso.

Art. 8
(Dell’ adozione pronunciata in Italia)

1. L’articolo 35 della legge sull’adozione è sostituito dal seguente:

“Art. 35
(Dell’adozione pronunciata in Italia)

1. Nei casi in cui l’adozione debba perfezionarsi dopo l’arrivo del minore in Italia, la Commissione di cui all’articolo 38, ricevuti gli atti di cui all’articolo 31 e valutate le conclusioni dell’ente incaricato in merito alla proposta di incontro, emette il provvedimento di autorizzazione all’ingresso e alla residenza permanente ai sensi dell’articolo 32, comma 1.
2. L’autorizzazione di cui al comma 1 non è ammessa nei casi previsti dall’articolo 32, comma 2.
3. La Commissione trasmette il provvedimento di autorizzazione di cui all’articolo 31, comma 1, agli uffici consolari italiani all’estero i quali, rilasciato il visto d’ingresso per adozione a beneficio del minore adottando, ne danno comunicazione alla Commissione e al tribunale per i minorenni competente.
4. Al minore straniero, per il quale sia stato rilasciato il visto d’ingresso di cui al comma 3, è concesso un permesso di soggiorno per adozione ai sensi del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286.
5. Il tribunale per i minorenni, ricevuta formale comunicazione del rilascio del visto d’ingresso, riconosce il provvedimento dell’autorità straniera come affidamento preadottivo, se non contrario ai principi fondamentali che regolano nello Stato il diritto di famiglia e dei minori, valutati in relazione al superiore interesse del minore, e stabilisce la durata del predetto affidamento in un anno che decorre dall’inserimento del minore nella nuova famiglia.
6. Decorso tale periodo, il tribunale per i minorenni, se ritiene che la permanenza del minore nella famiglia affidataria risulti conforme all’interesse del medesimo, pronuncia l’adozione e ne dispone la trascrizione nei registri dello stato civile. Il minore straniero adottato da cittadino italiano acquista la cittadinanza, ai sensi dell’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 91.
7. Qualora l’affidamento preadottivo non risulti conforme all’interesse del minore, il tribunale per i minorenni, anche prima che sia decorso il periodo di un anno, revoca l’affidamento e dispone un nuovo affidamento preadottivo. Di tale affidamento è data comunicazione all’autorità del Paese straniero, per il tramite della Commissione, con la specifica indicazione dei nuovi genitori affidatari.
8. Qualora non sia possibile procedere ai sensi del comma 7, il tribunale, previa comunicazione alla autorità del Paese straniero per il tramite della Commissione, dispone il collocamento del minore presso una famiglia o una comunità di tipo familiare, ovvero ne dispone il rimpatrio qualora lo richieda la medesima autorità del Paese straniero.
9. Il minore che abbia compiuto gli anni 14 deve sempre esprimere il consenso circa i provvedimenti da assumere ai sensi dei commi 7 e 8; se ha raggiunto gli anni dodici deve essere personalmente sentito; se di età inferiore deve essere sentito ove ciò non alteri il suo equilibrio psico-emotivo, tenuto conto della valutazione dello psicologo nominato dal tribunale.
10. Competente per la pronuncia del provvedimento è il tribunale per i minorenni del distretto in cui gli aspiranti all’adozione hanno la residenza nel momento dell’ingresso del minore in Italia.”.

Art. 9
(Adozione pronunciata a favore di cittadini italiani residenti all’estero)

1. All’articolo 36 della legge sull’adozione sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 4, le parole: “due anni” sono sostituite dalle seguenti: “un anno”;
b) dopo il comma 4 è aggiunto, infine, il seguente:
“4-bis L’adozione pronunciata, ai sensi del comma 4, in un Paese straniero che ha ratificato la Convenzione o che nello spirito della Convenzione ha stipulato accordi bilaterali può riguardare anche un minore proveniente da uno Stato terzo.”.

Art. 10
(Incompatibilità dei componenti della Commissione per le adozioni internazionali)

1. All’articolo 38 della legge sull’adozione dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
“2-bis. I componenti della Commissione non devono aver ricoperto incarichi presso gli enti di cui all’articolo 31 nei due anni antecedenti all’inizio del loro incarico.”.

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