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Norme sull'adozione internazionale da articolo 11

Art. 11 (Compiti della Commissione per le adozioni internazionali ) 1. All'articolo 39, comma 1, della legge sull'adozione sono apportate le seguenti modificazioni: a) la lettera c) è sostituita dalla seguente: "c) autorizza l'attività degli enti di cui all'articolo 39-ter, accerta che siano stati compiuti gli adempimenti di cui all'articolo 39-quater e che l'ente sia accreditato nel Paese straniero per il quale è stata concessa l'autorizzazione, cura la tenuta del relativo albo, vigila sull'operato degli enti, lo verifica almeno ogni tre anni e applica le sanzioni di cui all'articolo 31, comma 4. Le medesime funzioni sono svolte dalla Commissione con riferimento all'attività svolta dai servizi per l'adozione internazionale, di cui all'articolo

39-bis; “;

b) la lettera h) è sostituita dalla seguente:
“h) valuta la proposta all’incontro formulata dall’autorità straniera e autorizza l’ingresso e il soggiorno permanente del minore straniero;”;

c) dopo la lettera l) sono aggiunte, infine, le seguenti:
“l-bis) esamina segnalazioni, istanze ed esposti in merito ai procedimenti adottivi pervenute dagli aspiranti all’adozione che abbiano conferito incarico all’ente ai sensi dell’articolo 31;
l-ter) provvede ad informare gli aspiranti genitori adottivi in merito all’istituto dell’adozione internazionale, alle relative procedure, agli enti che curano la procedura di adozione ai sensi dell’articolo 31, ai Paesi presso i quali gli stessi possono operare, con indicazione dei costi e dei tempi medi di completamento delle procedure distinte in base ai Paesi di provenienza del minore;
l-quater) cura gli adempimenti relativi alle procedure di adozione in casi particolari di un minore straniero di cui all’articolo 57-bis e di affidamento temporaneo internazionale di cui all’articolo 57-ter.”;

d) dopo il comma 1 è inserito il seguente:
“1-bis. La Commissione, nell’esercizio dei poteri di verifica sull’attività degli enti, può avvalersi della Guardia di Finanza, che agisce con le facoltà di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e di cui al decreto del presidente della repubblica 29 settembre 1973, n. 600 e successive modificazioni ed integrazioni.”;

e) il comma 2 è abrogato.

Art. 12
(Promozione delle attività di sostegno successive all’adozione )

1. All’articolo 39-bis al comma 1, lettera c), dopo le parole: “organi giudiziari minorili” sono aggiunte, infine, le seguenti: “per facilitare, successivamente all’ingresso del minore in Italia, lo svolgimento delle attività di cui all’articolo 34.”.

Art. 13
( Rapporto fra l’ente, la Commissione e gli aspiranti all’adozione )

1. All’articolo 39-ter sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il comma 1 sono aggiunti, infine, i seguenti:
“1-bis. Al fine di ottenere l’autorizzazione di cui al comma 1, gli enti devono sottoporre alla preventiva approvazione della Commissione:
a) le tariffe da applicare ai servizi resi nel corso della procedura, sia in Italia che all’estero;
b) le condizioni generali di contratto da applicare al rapporto intercorrente con gli aspiranti all’adozione.
1-ter. Il mandato conferito dagli aspiranti all’adozione all’ente deve essere redatto per iscritto a pena di nullità. In particolare deve prevedere che l’ente:
a) fornisca agli adottanti le informazioni sull’andamento delle adozioni concluse, negli ultimi tre anni, nel Paese straniero da loro indicato, con riferimento ai tempi di attesa, alle classi di età dei minori, ai costi e alle difficoltà operative incontrate;
b) renda nota la data di scadenza della autorizzazione rilasciata ai sensi dell’articolo 39, comma 1, lettera c);
c) indichi il tempo medio di definizione della procedura e svolga l’incarico ricevuto nel rispetto dei tempi indicati all’atto del conferimento dell’incarico;
d) dia immediato avviso agli aspiranti genitori adottivi qualora non sia in grado di eseguire l’incarico affidatogli nel rispetto dei tempi indicati;
e) aggiorni tempestivamente gli aspiranti all’adozione sullo stato della procedura;
f) svolga l’incarico conferito operando secondo una metodologia leale, trasparente e verificabile.
1-quater. Non possono essere dedotti in contratto importi di spesa da corrispondere all’ente in difformità ai tetti massimi determinati dalla Commissione, d’intesa con i rappresentanti degli enti autorizzati. Dell’importo di spesa eventualmente dedotto in eccesso non può essere richiesto il pagamento.
1-quinquies. Dal momento dell’ingresso del minore in Italia, qualora la legge del Paese straniero di provenienza lo richieda, gli affidatari e i genitori adottivi collaborano con gli enti per la stesura delle relazioni da inviare alla competente autorità straniera, concernenti l’andamento dell’inserimento del minore nella nuova famiglia.”.

Art. 14
(Accreditamento degli enti all’estero. Iniziative di carattere internazionale)

1. Dopo l’articolo 39-ter della legge sulle adozioni sono inseriti i seguenti:

“Art. 39-quater
(Accreditamento degli enti all’estero)

1. Al fine di ottenere l’accreditamento nel Paese straniero, l’ente autorizzato compie gli adempimenti richiesti dalla legge del Paese medesimo e trasmette alla Commissione il relativo provvedimento adottato dalla competente autorità straniera.
2. Nei casi in cui la legislazione del Paese straniero non preveda l’accreditamento, l’ente trasmette alla Commissione il provvedimento con cui la competente autorità straniera consente lo svolgimento delle procedure di adozione ai sensi dell’articolo 12 della Convenzione.”;

“Art.39-quinquies
(Iniziative di carattere internazionale)

1. Al fine di facilitare la fase del procedimento di adozione che si svolge all’estero e di avviare negoziati con nuovi Paesi, il Presidente del Consiglio dei Ministri, d’intesa con il ministro degli affari esteri, definisce politiche d’intervento mirate, promuove le attività di cui all’articolo 39-ter, comma 1, lettera f), provvede ad organizzare incontri internazionali e ad avviare ogni altra utile iniziativa.
2. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato.”.

Art. 15
( Dell’adozione in casi particolari di un minore straniero )

1. Al Titolo IV della legge sull’adozione, dopo il Capo II, è inserito il seguente:
“Capo III - Dell’adozione in casi particolari di un minore straniero”.

2. Dopo l’articolo 57 della legge sull’adozione è inserito il seguente:

“Art. 57-bis
(Dell’adozione in casi particolari di un minore straniero)

1. I cittadini italiani che si trovano nelle condizioni previste dall’articolo 44, commi 3 e 4, presentano dichiarazione di disponibilità al tribunale per i minorenni del distretto in cui hanno la residenza e chiedono che lo stesso dichiari la loro idoneità all’adozione di un minore straniero individuato, residente all’estero, relativamente al quale ricorre una delle ipotesi indicate dall’articolo 44, comma 1, lettere a), b) e c).
2. Il genitore, o chi esercita la potestà sul minore, devono prestare il proprio consenso all’adozione, con atto pubblico, dinanzi agli uffici consolari italiani all’estero, in modo libero, consapevole e senza aver ricevuto alcun vantaggio, anche non patrimoniale, per sé o per altri.
3. Il tribunale per i minorenni, se non ritiene di dover pronunciare immediatamente decreto di inidoneità per manifesta carenza dei requisiti, sente gli aspiranti all’adozione, anche a mezzo di un giudice delegato, verifica la sussistenza delle circostanze di cui al comma 1, e compie gli altri accertamenti di cui all’articolo 57.
4. Completata l’attività istruttoria, il tribunale per i minorenni emette, entro trenta giorni, decreto motivato con il quale si pronuncia circa la sussistenza dei requisiti per l’adozione del minore straniero indicato all’atto della presentazione della dichiarazione di disponibilità.
5. Il decreto è trasmesso, con copia della documentazione allegata, alla Commissione di cui all’articolo 38, la quale trasmette gli atti alla autorità straniera competente a pronunciare il provvedimento di adozione del minore.
6. La Commissione, accertato che l’adozione risponde al superiore interesse del minore, ne autorizza l’ingresso e la residenza in Italia e dispone la trascrizione del provvedimento straniero nei registri dello stato civile.
7. Gli uffici consolari italiani all’estero collaborano per quanto di competenza con la Commissione per il buon esito della procedura. Essi, dopo aver ricevuto formale comunicazione del provvedimento di autorizzazione all’ingresso emesso ai sensi del comma 7, rilasciano il visto d’ingresso per adozione a beneficio del minore adottando.
8. Si applicano al presente Capo le disposizioni di cui agli articoli 48, 49, 50, 51, 52, 53, 54, e 55.”.

Art. 16
(Dell’affidamento temporaneo internazionale )

1. Dopo il Capo III della legge sull’adozione è inserito il seguente:
“Capo IV - Dell’affidamento temporaneo internazionale”.

2. Dopo l’articolo 57-bis della legge sull’adozione è inserito il seguente:

“Art. 57-ter
(Dell’affidamento temporaneo internazionale)

1. Ai fini della presente legge, per affidamento internazionale si intende l’inserimento di un minore straniero, temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo, presso una famiglia o una persona, cittadini italiani o comunitari, residenti in Italia, in grado di assicurargli il mantenimento, l’educazione, l’istruzione e le relazioni affettive di cui ha bisogno.
2. L’affidamento presuppone che i genitori, o chi esercita la potestà sul minore, abbiano prestato il proprio consenso all’affidamento, con atto pubblico dinanzi agli uffici consolari italiani all’estero, in modo libero, consapevole e senza aver ricevuto alcun vantaggio, anche non patrimoniale, per sé o per altri.
3. L’affidamento può riguardare esclusivamente minori che provengono da Stati con i quali siano stati stipulati accordi internazionali. Le condizioni per l’ingresso, la permanenza ed il rimpatrio dei minori accolti in affidamento, non disciplinate dalla presente legge, sono stabilite dai predetti accordi, salvo quanto previsto dalle leggi di ratifica di apposite convenzioni internazionali.”.

Art. 17
(Doveri dell’affidatario)

1. Dopo l’articolo 57-ter della legge sull’adozione è inserito il seguente:

“Art. 57-quater
(Doveri dell’affidatario)

1. Coloro che accolgono in affidamento temporaneo un minore straniero:
a) provvedono al suo mantenimento, alla sua educazione e istruzione, conformemente a quanto prescritto nell’articolo 147 del codice civile;
b) garantiscono e favoriscono il mantenimento dei contatti del minore con la famiglia di origine e con la cultura del Paese di provenienza.
2. La violazione di tali doveri comporta la revoca dell’affidamento e l’adozione dei consequenziali provvedimenti, ai sensi dell’articolo 57-quinquies, comma 7″.

Art. 18
( Procedimento dell’affidamento temporaneo internazionale )

1. Dopo l’articolo 57-quater della legge sull’adozione è inserito il seguente:

“Art.57-quinquies
(Provvedimento dell’affidamento temporaneo internazionale)

1. Le persone interessate ad accogliere in affidamento temporaneo uno o più minori stranieri presentano dichiarazione di disponibilità al giudice tutelare del luogo in cui hanno la residenza. Il giudice tutelare, entro trenta giorni, sente gli aspiranti affidatari, verifica se sono in grado di adempiere agli obblighi di cui all’articolo 57-quater e rilascia, in caso di esito positivo, entro quindici giorni, un decreto di idoneità che gli aspiranti affidatari trasmettono alla Commissione di cui all’articolo 38, affinché sia inoltrato alla competente autorità dello Stato di provenienza del minore.
2. La Commissione riceve dalla competente autorità straniera la proposta di incontro tra gli aspiranti affidatari e il minore straniero, corredata delle necessarie informazioni riguardanti il minore, anche di carattere sanitario. La Commissione trasmette agli aspiranti all’affidamento tutte le informazioni e tutte le notizie riguardanti il minore e, dopo aver ricevuto il loro consenso scritto all’incontro, li assiste in tutte le attività da svolgere nello Stato straniero.
3. Il provvedimento di affidamento internazionale pronunciato all’estero viene trasmesso alla Commissione che lo inoltra al giudice tutelare competente. Il giudice tutelare, verificato il rispetto delle condizioni stabilite nella presente legge e negli accordi bilaterali di cui all’articolo 57-ter, comma 3, dispone con decreto l’esecutività del provvedimento di affidamento e incarica i servizi socio-assistenziali degli enti locali di vigilare ai sensi del comma 6.
4. La Commissione autorizza l’ingresso in Italia del minore accolto in affidamento. Gli uffici consolari italiani all’estero collaborano per quanto di competenza con la Commissione per il buon esito della procedura. Essi, dopo aver ricevuto formale comunicazione dalla Commissione del provvedimento di autorizzazione all’ingresso, rilasciano il visto d’ingresso a beneficio del minore.
5. Il periodo di affidamento non può superare la durata di due anni ed è comunque prorogabile, dal giudice tutelare, qualora la sospensione dell’affidamento impedisca al minore il completamento del ciclo scolastico in cui viene inserito.
6. I servizi di cui al comma 3 vigilano durante l’affidamento con l’obbligo di riferire senza indugio al giudice tutelare competente ogni evento di particolare rilevanza e di presentare, anche alla Commissione, una relazione annuale sull’inserimento del minore nella famiglia affidataria.
7. Il giudice tutelare, qualora verifichi la violazione dei doveri di cui all’articolo 57-quater, comma 1, revoca l’affidamento, ne dà comunicazione alla Commissione affinché curi il rimpatrio del minore nel Paese di provenienza e adotta gli opportuni provvedimenti temporanei in favore del minore.”.

Art. 19
(Permesso di soggiorno per minori accolti in affidamento internazionale)

1. Dopo l’articolo 57-quinquies della legge sull’adozione è inserito il seguente:

“Art. 57-sexies
(Permesso di soggiorno per minori accolti in affidamento internazionale)

1. Il minore straniero accolto in affidamento internazionale può soggiornare nel territorio dello Stato per tutta la durata dell’affidamento medesimo.
2. Il permesso di soggiorno del minore di cui al comma 1 è rilasciato dall’autorità competente all’inizio del periodo di affidamento e per la durata dello stesso.”.

Art. 20
(Norma finale)

1. All’articolo 38 della legge 31 maggio 1995, n. 218 dopo il comma 2 è aggiunto, infine, il seguente:
“2-bis. L’adozione di un minore straniero è regolata dalla legge 4 maggio 1983, n.184, così come modificata dalla legge 31 dicembre 1998, n. 476, di ratifica della Convenzione de l’Aja del 29 maggio 1993 sulla protezione dei minori e sulla cooperazione in materia di adozione internazionale.”.

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