
“Placanica - prosegue l’avvocato Colosimo - ha chiesto di essere reimpiegato nei ruoli civili dello Stato, ove consentito dall’infermità permanente residuatagli in conseguenza delle lesioni e dei traumi da lui riportati a causa della violentissima aggressione subita mentre si trovava, in quanto già ferito, sul ‘defender’ dei carabinieri quel tragico 20 luglio 2001, in Genova”.
La storia del giovane carabiniere, che all’epoca dei fatti era in servizio di leva nell’Arma da circa 10 mesi, è quanto mai travagliata. Dopo la morte di Carlo Giuliani - ucciso da Placanica con la sua pistola di ordinanza nello strenuo tentativo di difendersi da una violenta aggressione mentre Giuliani assaltava la camionetta in cui si trovava il militare - è stato prima indagato e poi prosciolto dalla magistratura di Genova che ha giudicato la sua una reazione di legittima difesa.
L’essere stato riconosciuto innocente non ha impedito però a Placanica di subire un forte contraccolpo emotivo, con forti disagi psicologici. Successivamente, una volta concluso il procedimento, Placanica è rimasto poi vittima di un grave incidente stradale che sia il suo avvocato, sia il padre di Carlo Giuliani hanno definito “sospetto”, avanzando il dubbio che qualcuno potesse avere interesse ad ucciderlo.
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Nel dare la notizia del licenziamento di Placanica, l’avvocato Colosimo ha annunciato che l’ormai ex carabiniere ha intenzione di verificare la possibilità di querelare Antonello Venditti, che nel corso di un concerto tenuto nell’agosto 2003 avrebbe “immotivatamente rivolto volgari ed offensivi riferimenti a Mario Placanica e ai carabinieri tutti”.
(13 aprile 2005)

GiuseppinaAn








