
«Del resto non dico una novità, perché questa nostra posizione la abbiamo messa nero su bianco già all’inizio della campagna elettorale come premessa del nostro programma di governo intitolato Più Toscana. Leggo alcuni passaggi: ”C’è chi sostiene che i nostri avversari politici siano incapaci, o peggio che abbiano ‘sgovernato’ la Toscana, o che l’abbiano tenuta a bada con l’arroganza del potere ed il pugno di ferro delle burocrazie, contro il volere dei toscani; chi sostiene questo dice una cosa approssimativa per un verso, e non vera per altri. Questo modo di governare non solo è stato condiviso, ma ha trovato supporti cospicui ed alleanze robuste in tutti gli strati della società, a partire da molti importanti settori dell’economia, del mondo cattolico, di quello giovanile, della cultura. Ha anche trovato, nel territorio, molti amministratori capaci, molti uomini politici onesti; e se la classe politica di sinistra in Toscana non ha brillato per individualità di particolare spessore nazionale, ha tuttavia prodotto un sistema tutto sommato a suo modo efficiente e capace di garantire la stabilità in molti settori della nostra convivenza civile”».
«Questa è la nostra posizione. E ancora, leggo dal programma: “Se non vogliamo essere tifosi, e non dobbiamo esserlo, poiché siamo forza responsabile di governo, momentaneamente all’opposizione, possiamo dire che il «modello toscano» era, è, e rimarrà nella storia della politica nazionale come metodo di governo, di società stabili, votate alla conservazione, incapaci di rinnovarsi, moderatamente soddisfatte da quello che c’è e si ha, dovuto in larga parte non alla rete di controllo politico-burocratico, ma alla capacità e al senso civico delle popolazioni, ed alle risorse naturali, al patrimonio indelocalizzabile di ambiente, cultura, arte, capacità di saper fare dei toscani. L’apparato politico-burocratico garantisce immutabilità soprattutto delle classi dirigenti, ripetitività delle procedure, inossidabilità delle strutture di gestione e di potere” ».
«E poi: “Bisogna cambiare per continuare ad essere ‘Toscana felice’, perché la sinistra ha ormai esaurito il suo compito poiché oggi non ha più forza propulsiva, è incapace di rinnovarsi, ha fallito – in questi ultimi 10 anni – la grande sfida dell’ammodernamento regionale” ».
«Ecco. Questa era ed è la nostra posizione, e d’ora in poi chi parla di Alleanza Nazionale e con Alleanza Nazionale è bene che lo tenga bene a mente. Altro che antagonismo forzato. Noi ci crediamo. Finora i toscani ci hanno dato poca ragione, è vero, ma se uno crede in qualcosa non si ferma certo ai primi intoppi».

GiuseppinaAn








