
COMUNICATO STAMPA
QUOTE ROSA?
Per l’ANDIT-IWNA SI CONTINUA A SBAGLIARE
Pur prendendo atto che la maggioranza della parlamentari si sono dichiarate contrarie alla politica delle quote rosa, la segretaria nazionale dell’ANDIT-IWNA, Domitilla Baldoni, che in seno alla Commissione Nazionale Pari Opportunità ha dichiarato e motivato la contrarietà al provvedimento legislativo per l’inserimento di una quota di donne nelle liste elettorali, fa rilevare come ancora si sia lontane dalla rivendicazione, l’unica possibile ed efficace, che siano i Partiti,nella responsabilità dei loro vertici, ad inserire le donne negli incarichi di massimo livello, per consentire una vera politica paritaria che giovi al partito stesso oltre che alla società che del contributo delle donne ha bisogno.
A Daniela Santanché che chiede una modifica degli statuti dei partiti per l’inserimento delle donne, la Baldoni fa rilevare che anche in questo caso si tratterebbe di quote rosa. Sarebbe molto più semplice che il presidente Fini invece di promettere i posti in lista ad una quota di donne, inserisse le donne negli organi di Alleanza nazionale.
La stessa Santanché alla quale è affidato il Dipartimento Pari Opportunità, non fa parte dell’esecutivo del partito nel quale su 37 membri, solo tre sono donne, così come non fa parte della Direzione Nazionale dove su 96 membri le donne sono quattro.
Allo stesso modo, il Presidente di Forza Italia, che apprezziamo come Capo del Governo, dovrebbe comprendere che considerare il mondo femminile come parte sociale nei colloqui informativi sui provvedimenti governativi, avrebbe una valenza superiore ai the organizzati dalla “azzurre” e conquisterebbe alla sua causa una buona parte di quell’elettorato che nella disaffezione verso le donne da parte delle forze politiche, trova un motivo sufficiente non per votare contro, ma per estraniarsi dal voto.
“Che senso ha, ci chiediamo quale Associazione che ha la più antica vocazione europea nel suo statuto (1977) - conclude Domitilla Baldoni - continuare ad affermare e chiedere che si proceda ad offrire maggiori opportunità o che si passi alle “pari libertà” mentre si dovrebbe rivendicare le “pari responsabilità” e invece all’interno dei partiti di appartenenza si resta relegate nel gineceo? Dove sono le proposte, dove sono le opinioni che influiscono sulle scelte politiche del nostro Governo? Eppure uomini di grande importanza di questo governo fanno parte, ma non abbiamo trovato traccia di interventi nati e motivati dalla componente donna dei partiti stessi.”
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GiuseppinaAn








