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"Rime sinistre"

Ricevo dal circolo G. D'Annunzio - Bertinotti in gran divisa d’altolocato ascolta sempre la folla inferocita della borghesia è il miglior candidato e per il popolo la sua erre è ben farcita

Sibila senza ritegno e si arrota come un coltello

mentre arringa alla popolazione intorpidita

ogni volta che tocca la falce ed il martello

gli giungono le urla della gente istupidita

Prodi beato ignaro e finto bigotto

resta preda di inutili bagarre

ogni tanto lancia un calzino a giavellotto

giungendo le mani,con espression bizzarre!

Cirio e altri amici di pummarola

restano appesi alla sua montatura

con i segni del martirio di Savonarola

sfoggia dalle goffe guance,sbilenca dentatura…

Dalema resta folgorato sulla via di Damasco

il crocifisso gli si incastra nei canini totalitari

mentre ancor con viso rosso,come un fiasco

tifa solenne per i casini comunitari.

Dal profondo del grande meridione

le anime sindacali della sua storia

si fermano ai tristi blues delle sue libagioni

mentre il suo veliero è al centro di un’istruttoria

Triste è il ricordo dell’anima sua offesa e villipesa

dall’innocente disegno burlesco di un certo Forattini

da quel giorno per contrapasso la sua vita è in discesa

se non ci fossero i figli, vero?non faresti questi casini….!

Imminente è il grido rauco di Fassino

che dall suo partito ha gran ammirazione

e il suo gemito quando tocca è assassino

lasciando un rosso di depressione.

La commiserazione è latente

perché nel chiarore delle stelle

resta la sua ombra incompetente

ed un’orda di inutili scintille.

Augias, Mussi,Berillo e Bersani fan squadra rossa

Folena, Cossutta,Cento, Menniti ed altri allegri guasconi

con la Turco e i giacobini,sognan sempre una sommossa

sperando che all’ultimo momento non finiscano in convulsioni

Ancora accennano a ricordi lontani e gloriosi

dove il rosso dei sanculotti si erge fiero al tramonto

e tengono seco tipi come violante ed altri boriosi

confidandosi con Furio Colombo, sangue semita con lo sconto.

Ad ogni traccia di seme sparso e di leggere turbazioni

langue la mente doppia di sesso stanco

di un Pecoraio Scanio d’ambigue flessioni

resta così piccolo da sembrar monco.

Di ogni atto politico, sia di sopra che di sotto

sommerso dal suo essere immensamente insulso

ecco comparir col suo mantello il piccolo scalfarotto

che nella famiglia degli scalfari è il più convulso

e poi Luttazzi che tien la lingua nella sua cacca

e Baricco che dal suo bricco urina pagine blande

Santoro non si scompone nella sua sdrucita giacca

Dandini e la Guizzanti faticano a tirar su le mutande

E poi ecco Rutelli, gran trasformista

da Pannunzio divenne radicale, ma giansenista

da Pannella si fece trasformare in ecologista

e con i preti sta facendo un corso per trappista

Pannella che di minzioni e peti ha gran sapienza

si rifugia con la Bonino e Capezzone in un capannone

per droghe e di facezie borghesi da fare tutte in una stanza

sogna l’inciucio coi socialisti,sparando a raffica con un”cannone”.

A proposito dei socialisti…drogati tristi

resta malinconico un Demichelis infiltrato

Craxi e Boselli si senton circondati e tristi

e con le foglie d’edera sperano in un risultato

Borsellino, fango estremo di un nobile cognome

Vendola culo liscio, senza riga, ma con l’orecchino

Agnolotto, dulciniano moderno, per completare il minestrone

e Casarini sempre fuori linea ma da marocchino.

E poi ci sono tanti nuovi amici

Tanti cari neocon interessati

che sanno come diventare malinconici

nonostante siano gli ultimi arrivati

Ferrara beve dalle coppe dell’Olimpo e non disturba

mentre le ormai tarlate ginocchia di Togliatti

scricchiolano e urlano, con Berlinguer dalla tomba

perché ha grande passione per versetti benedetti

Guizzanti litiga con la prole indiavolata

Adornato si pente in liberali consessi

Sgarbi insegue la sua bellezza incasinata

e Bondi si morde le dita temendo apocalissi

e i nostri eroi sono incompresi,

mica come Mastella che ameno si mantiene

in gran finzioni e malintesi

crede ancor nella caccia alle balene

Con Parisi non molto centra

con rammarico si imbroda

assieme a Follini fa gran minestra

e con Andreotti alla fin approda.

………………………………..

e tutti insieme si lodano e s’imbrodano

sotto l’arcobaleno chi hanno vicino se lo scordano

delle meretrici poi se lo ricordano

si copulano a turno sotto gli ulivi

si guardano biechi ma pure giulivi

scordandosi d’essere anche troppo offensivi

percui….!

Accennano spesso alla religione

son atei,pagani e in agitazione

c’è chi ci crede e chi la ritiene solo un’opinione

A volte si montano come tacchini

si genuflettono in mille inchini

e non finiscono mai i loro giochini

Povera Italia alle elezioni

io prego Dio che ci alluvioni

Prima di dargli altre grandi occasioni….!

Luigi Ciampolini

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