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A Strasburgo per chiedere giustizia

Manifestazione di fronte alla sede del Parlamento europeo. «Restituiteci i nostri beni» Sono andati in 200 a Strasburgo, in gran parte da Trieste, per chiedere che l'Unione europea affronti, dopo sessanta anni, la questione delle case e terreni lasciati in Croazia e in Slovenia alla fine della seconda guerra mondiale e mai indennizzati o restituiti agli italiani dall'allora ex Jugoslavia. Gli esuli istriani hanno spiegato le loro ragioni al Parlamento europeo, su invito di Luca Romagnoli del Movimento sociale Fiamma tricolore, in una conferenza stampa alla quale hanno partecipato vari europarlamentari di An e della Lega. I rappresentanti degli esuli sono arrivati al Parlamento europeo perché ora la questione investe direttamente l'Europa, considerando che la Slovenia è un membro a pieno titolo dall'anno scorso e la Croazia lo dovrebbe diventare già dal prossimo anno. La materia è complessa e si dipana attraverso una serie di trattati internazionali fra Italia ed ex Jugoslavia, che a detta degli esuli violano il trattato di pace sottoscritto da 21 Paesi a Parigi nel 1947 e che garantiva il diritto di proprietà dei cittadini italiani residenti in Istria, Dalmazia e Fiume che (in 350mila) hanno lasciato quei luoghi nell'immediato dopoguerra. Nel mirino in particolare l'accordo di Osimo del 1975 e quello di Roma del 1983. Gli esuli, guidati dal presidente dell'Unione degli istriani Massimiliano Lacota, chiedono la restituzione «immediata e incondizionata» da parte della Slovenia e della Croazia dei beni «illegalmente sottratti agli esuli dagli accordi truffa italo-jugoslavi». Fra le richieste anche l'apertura di un arbitrato internazionale sotto l'egida dell'Unione europea per risolvere questo annoso contenzione fra Italia, Slovenia e Croazia e il riconoscimento del «genocidio civile del popolo istriano». Gli esuli, che hanno gridato a gran voce «giustizia, giustizia» all'ingresso del Parlamento europeo, ce l'hanno solo con i due Stati eredi dell'ex Jugoslavia, ma anche con l'Italia, colpevole a loro dire di avere fatto pagare sulla loro pelle la chiusura dalla partita della cancellazione del debito di guerra col Paese retto all'epoca dal maresciallo Tito. AN: AL VIA LA CAMPAGNA ELETTORALE A LA SPEZIA. Ancona 21 gennaio con Gasparri Misure contro la pedofilia «Adesso Irap più cara per le Coop» Nuovo esecutivo di Azione Universitaria Monte dei Paschi: sconti sui tassi per la CGIL ALLEANZA NAZIONALE VERSO LA TERZA CONFERENZA PROGRAMMATICA - di

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