
all’On. Silvano Moffa – Responsabile del Programma politico di An
e.p.c.
Coordinamento Regionale di Alleanza Nazionale
Dipartimento Organizzazione di Alleanza Nazionale
Roma, 15 febbraio 2006
Caro Silvano,
Ti comunico che il Circolo Ambientale di Alleanza Nazionale che presiedo, ha approvato a maggioranza degli iscritti, nella riunione del 31 Gennaio 2006, la diffusione del testo del documento politico-strategico, per contribuire al Programma politico del centro-destra.
Il documento, sintetico e di facile e rapida lettura, contiene una premessa descrittiva della situazione in cui opera in nostro Circolo, e poi riflessioni, idee e proposte per An – 2006-2010, organizzate in dieci punti programmatici che toccano i temi più a cuore ai nostri iscritti, militanti e simpatizzanti.
Una facile previsione, per concludere: sopra all’85% dei votanti, vincerà il centro-destra, sotto quella percentuale, vincerà il centro-sinistra. Perciò è fondamentale per la nostra parte il messaggio di andare a votare, perché pensiamo che nei prossimi 5 anni si possa dare una svolta definitiva all’Italia.
Cordiali saluti
Il Presidente
Gli Iscritti
“Riflessioni, idee e proposte per An – 2006-2010”
Idee e proposte: i nostri 10 punti
Riaprire all’opzione nucleare per un mix energetico bilanciato
Il rilancio del nucleare annunciato da Forza Italia e da An, dal Ministero delle Attività Produttive e dal ministero della Ricerca, deve costituire un elemento di punta della campagna elettorale e non fermarsi alle dichiarazioni ed alle buone intenzioni finora espresse sull’onda dell’emergenza dei tagli del gas, del caro petrolio e del black-out elettrico. Occorre un piano energetico serio in cui l’opzione nucleare sia parte importante del mix energetico complessivo. Occorre ridare ruolo e fiducia agli Enti nazionali competenti, con un’azione incentivante e di sostegno, e non lasciare il sistema nucleare Italiano solo affidato alle operazioni commerciali dell’ENEL e dell’Ansaldo all’estero. Occorre invece che si ricostituisca con forza il nucleo di competenze nazionali (ENEA, Sogin, APAT, Università, industria) che sono state all’avanguardia negli anni 50-60-70 e poi sono state risucchiate nella logica del non fare per 20 lunghissimi anni seguiti ad un finto referendum e che rischiano ancora oggi di naufragare sotto i colpi mediatici di comici, di guitti, verdi-arcobaleno, neo-comunisti, mentre gas, petrolio ed elettricità di importazione mandano chiari segni della vendetta divina su un Paese privo di programmazione.
C’è ad esempio un Disegno di Legge del Senatore Menardi di An per la localizzazione delle centrali elettro-nucleari, che andrebbe sostenuto con forza. Occorre riportare verità e sconfessare, dati alla mano, coloro che affermano che il nucleare civile è lungo, difficile, costoso, di difficile iter autorizzativo ed osteggiato delle Amministrazioni comunali. Per rispondere a queste capziose osservazioni, basta guardare ad un modello di successo come quello francese, e rifarsi a quel modello di politica energetica che alla fine ha permesso ai nostri cugini d’oltralpe, nei venti anni che noi abbiamo perso, di creare un sistema capace di venderci l’energia nucleare per il 17% del nostro fabbisogno, e di produrla per usi domestici ad un prezzo di tre volte inferiore a quello Italiano. E questo pur avendo lo Stato francese le sue fisiologiche proteste interne, ma quando lo Stato è forte
In questo quadro, ENEA, deve tornare ad essere considerato un Ente strategico per l’attuazione delle politiche energetico-ambientali della Nazione, un ente che in Francia si
chiama CEA, in USA DOE, e che in ogni Paese industrializzato rappresenta un fiore all’occhiello. Da noi, la sinistra lo ha fatto divenire una sorta di grande carrozzone che però,
attenzione, in cinque anni, il nostro Governo ha dimenticato e nulla ha fatto per cambiarlo.
Emanare una unica Legge Delega al Governo sulle opere pubbliche e infrastrutture di interesse nazionale
Collegata al punto precedente, e come sua estensione, vi è la sentita necessità , se si andrà al governo di nuovo, di dare subito un segnale fortissimo di ritorno alla cultura del fare, dell’ambiente inteso come sviluppo, di un Ministero Ambiente che coerentemente con il messaggio lanciato in questi anni si assuma la responsabilità di una Legge Delega generalizzata per la realizzazione di centrali elettriche, elettrodotti, termo-valorizzatori, opere infrastrutturali, opere di messa in sicurezza, laddove l’interesse nazionale prevale sulla demagogia, ed i cittadini, le popolazioni locali, opportunamente informate e coinvolte, siano, come accade in Francia, le prime a ringraziare ed a giovarsene, perché in primo luogo rassicurate sulla propria sicurezza e la propria salute, ma poi in quanto oggetto di forti incentivi ed occupazione e miglioramento della qualità e del tenore della loro vita.
Riequilibrare gli assetti politici delle Istituzioni pubbliche
Nei Ministeri, in Magistratura, in RAI, negli Enti pubblici, vi sono assetti politici totalmente sbilanciati a sinistra, che non si sono voluti cambiare. Non solo, ma non si sono volute conoscere e valorizzare tutte le professionalità non afferenti alla sinistra che per decenni erano state emarginate, e oscurate dagli organici alla sinistra in miscellanea con i professionisti del trasformismo tecnico-politico. Dopo cinque anni di nostro governo la situazione è rimasta paradossalmente la medesima, e questo spiega perché quando la sinistra riconquista le posizioni non ha bisogno di intervenire sugli organici: sono già i suoi!!!
Tra l’altro, tornando al nostro Ente di riferimento, l’ENEA, il Governo ha accumulato un ritardo abissale nel rinnovo del Contratto e nella scelta del Comparto di riferimento (8 anni, altro che metalmeccanici e statali), e ha così lanciato un assist alla sinistra che arrivando fresca fresca e concedendo quattro Euro potrà affermare di essere riuscita dove il governo di centro destra ha fallito.
In tutti gli enti pubblici, ENEA in primis, in caso di vittoria elettorale raccomandiamo un ricambio ed un riequilibrio della dirigenza e delle strutture. E’ una cosa che se non fatta si paga in maniera enorme, perché il proselitismo nasce anche dal riconoscere che la destra c’è dove si conta e si decide.
Percepire la sicurezza
Come detto, bene le leggi su droga, sicurezza, e famiglia. Ma oltre alle Leggi, bisogna che vi sia effettivamente la sensazione nella gente che vi è maggiore sicurezza, e che non è stata solo una operazione di marketing elettorale. Il poliziotto di quartiere non si vede in molte zone e sarebbe importante che ci fosse, soprattutto nelle periferie, dove i fenomeni di delinquenza sono esasperati dalla continua immigrazione di slavi, albanesi, nord-africani, che spesso in condizione di clandestinità, e senza lavoro, finiscono per divenire delinquenti aggiungendosi ai delinquenti Italiani, ai drogati, e creando così i numerosi episodi di violenza che si sentono e si vivono.
Formare i giovani senza subdole demagogie
La scuola, l’università sono l’humus dove si forma la nuova Italia. Chi è genitore responsabile, teme per suo figlio, che si possa trovare negli ambienti dove la contestazione, la lotta, la disubbidienza prendono il posto dello studio, del profitto, dei comportamenti virtuosi. E’ inutile negare che la sinistra ha sempre coltivato come suoi questi ambienti e ne ha fatto il suo habitat.
Allora a partire da professori e libri di testo è il momento di imprimere una svolta importante ad un andazzo che porta l’Italia verso il declino ed un Partito come il nostro non può favorire la scuola privata rispetto a quella pubblica, ma rendere efficiente e sana proprio la scuola pubblica.
Far conoscere la storia
Diffondere la conoscenza corretta della storia Italiana. Bene finalmente la proposizione della fiction sulle Foibe, e la giornata della memoria fiumano-istriano-dalmata, anche se lo spazio dedicato è ancora decisamente inferiore a quello, comunque sacrosanto, dedicato alla giornata del ricordo per i campi di concentramento nazisti. Efferatezze del comunismo e del nazismo dovrebbero essere ricordate con pari dignità. I libri di testo, le enciclopedie, gli insegnamenti, dalle scuole materne alle scuole dell’obbligo, dovrebbero contenere più senso della storia Patria e tricolore, magari un po’ meno bandierine arcobaleno, così simili al simbolo dell’Unione.
Comunicare la verità
Il controllo dei media. RAI 3 bombarda da mattina a sera con messaggi di sinistra, e come fanno Repubblica e Corriere della sera, raggiungono lo scopo subliminale proclamandosi e comportandosi come indipendenti. RAI 1 e 2, che potrebbero controbilanciare, ci propinano giochi e ballerine, o comunicatori di Sinistra. Sulle private, Telegiornali che potrebbero compensare RAI3, come quello di Fede, sortiscono effetti quasi macchiettistici. Non si sono cambiate le strutture in RAI ed il risultato è giornalmente visibile. Si sarebbe potuto, al di là dell’audience, portare cultura, informazione, scienza nelle ore di punta e spiegare al grande pubblico una serie di verità sempre tenute nascoste. Se non si conquistano effettivamente questi spazi, non ci sarà opera fattiva e positiva della destra che possa essere giustamente riportata.
Riaggregare il Partito
C’è anche da rimarcare una sensazione continua di non risposta da parte dei Vertici del Partito, anche su problemi generali importanti, non solo su questioni legate a problemi individuali, che, anche se talvolta scusabile con il fatto che il Partito è stato chiamato al Governo con tutti i suoi uomini, è divenuta poi una desolante costante che ha spintoaddirittura qualcuno di noi ad augurarsi di perdere le elezioni per far tornare sulla terra un po’ di nostri rappresentanti pur di ricostruire e ricompattarre il Partito sfilacciato fra dirigenza e militanza.
Non aver paura di dire e fare cose di “destra”, difendere l’identità
Delusione si è manifestata nelle nostre fila laddove una necessaria apertura democratica ha assunto a volte una valenza quasi offensiva verso l’elettorato storico. Un’accelerazione di eventi apparsa a volte eccessiva e non richiesta, che da un lato ha portato Fini ha consolidarsi come stimato uomo politico anche da schieramenti diversi dal nostro, ma dall’altro non ha portato Alleanza Nazionale al di là della percentuale tra il 10 e il 12%, in quanto nel centro-sinistra An non viene comunque votata mentre a destra qualcuno ha smesso di votare per An. Inoltre siamo certi che quando Fini si configurerà come l’avversario diretto della sinistra, nel dopo Berlusconi, qualcuno ritirerà fuori la storia delle sue origini missine.
Sentendo il polso del Circolo e dei Circoli, che hanno tenuto in generale il numero dei tesseramenti, pur con fisiologici ricambi generazionali, bisogna dire che i militanti, vecchi e giovani, hanno sempre fiducia in Alleanza Nazionale, ma chiedono al Partito comportamenti di destra, chiari e definiti. Non si possono avere posizioni discordanti su
temi fondamentali. Spesso il Partito assume posizioni non univoche, esce con diversi volti, e questo provoca sgomento e perdita di consenso. Bisogna riconoscere che ad esempio a volte la Lega, che era partita da posizioni secessionistiche aberranti, modificandosi molto stando al Governo, ha portato avanti temi di nostra chiara pertinenza. Riconquistiamo i nostri temi.
Completare la formazione di un grande soggetto politico di centro-destra
Iniziare seriamente a pensare alla formazione di un Partito degli Italiani che aggreghi in sé le componenti nazionali, sociali, cattoliche e liberali che non si riconoscono nel pensiero di sinistra dei comunisti e degli ex-comunisti ed in quel centro cattolico che ha sempre storicamente fatto l’occhiolino alla sinistra. La destra Italiana ha, una volta creato tale Partito, tutte le prerogative per guidarlo con Gianfranco Fini, anche al fine di scongiurare l’eventualità di tentativi di restaurazione del grande centro e salvaguardando la democrazia dell’alternanza.

GiuseppinaAn









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