
s’era illuso — venerdì sera — che il suo candidato ce l’avesse fatta. Solo grazie al lavoro dei “controllori” di An, Alessio Butti e
Achille Totaro, quelle schede sono state annullate.
A pensar male si fa peccato ma spesso ci
si azzecca, il tentativo forse era quello di
mostrare un centrosinistra vincente al primo
colpo, evitandogli la figuraccia che ha invece
fatto davanti a milioni di italiani. Infine, Scalfaro
ha convocato la seduta decisiva nello
stesso giorno in cui si era conclusa la precedente,
nonostante le proteste degli esponenti
della Cdl che — regolamento alla mano —
avevano dimostrato qual era l’unica strada da
percorrere, e cioè la seduta domenicale.
È stato tutto un caso? Irritante la battuta prima
dello scrutinio conclusivo: «Se leggo in
maniera inesatta qualche scheda, prego i
segretari di avvertirmi subito e non al termine
». Irritante lo sguardo infastidito quando al
microfono andavano i senatori del centrodestra,
nonché l’indifferenza mostrata alle loro
richieste. Ha persino fatto credere che permetteva
a Mario Baldassarri d’intervenire per
sua gentile concessione e non perché ne aveva
diritto.
Tutto ha un limite. «Il comportamento di
Scalfaro è stato semplicemente indecente»,
ha affermato Gianfranco Fini, conversando
con i giornalisti alla Camera. Per il vicepremier,
il senatore a vita si è dimostrato «in modo
palese non rispettoso del regolamento» con
un modo di agire «chiaramente di parte» E,
per chi presiede il Senato nelle condizioni politiche
in cui si trova, «questo è francamente
inaccettabile». A tagliare corto è stato Silvio
Berlusconi: «Non ho dato giudizi sul comportamento
di Scalfaro e non li voglio dare nemmeno
oggi. Io, Scalfaro, lo conosco dal ’94…».
Chiaro il riferimento ai fatti che portarono al
ribaltone, con il centrodestra “espropriato”
della vittoria elettorale per far posto al governo
Dini.
I commenti della Cdl si sono susseguiti per
tutta la giornata. «Nessuna norma di legge
impedisce di votare, ma norme di fair play e di
buon gusto parlamentare avrebbero dovuto
consigliare di non votare», ha detto Rocco Buttiglione.
«In quanto presidente dell’Assemblea
che non solo deve essere imparziale ma
deve apparire imparziale, il fatto di partecipare
al voto getta un’ombra. Con rapporti praticamente
paritari ogni voto è decisivo…».
«La storia condanna Ponzio Pilato così come
condanna chi chiedeva a gran voce la crocifissione
di Gesù Cristo», ha aggiunto a sua volta
l’azzurro Andrea Pastore. C’è stato chi, come
Sandro Bondi e Fabrizio Cicchitto, avevano
chiesto all’ex-capo dello Stato di fare un passo
indietro: «Alla luce degli atti di gravissima
faziosità commessi, fra i quali addirittura il
rinvio
di una delle votazioni per favorire il rientro
in sede di alcuni senatori del centrosinistra e la
lettura non veritiera di una scheda, è evidente
che Scalfaro non è adeguato a presiedere il
Senato in un’occasione così delicata». Duro
Gianfranco Rotondi: «Come possiamo fidarci
di lui se le regole non le ha mai rispettate?».
A dare la solidarietà al senatore a vita è stato
naturalmente il centrosinistra. Romano Prodi
ha recitato la parte di chi è allibito: «Non
solo una parola, ma veramente lo sdegno
assoluto per come è stato trattato. Alcune scene
fanno veramente male alla democrazia.
Scalfaro ha tenuto un atteggiamento di straordinaria
dignità e quindi apprezzo quel che ha
fatto». Non potrebbe essere altrimenti. Non a
caso, durante il brindisi, Franco Marini ha
telefonato a Scalfaro per ringraziarlo: credeva
di non averlo ringraziato a sufficienza in aula.
Più che altro, però, dovrebbe erigergli un
monumento.

GiuseppinaAn








