
“Nel caso specifico che riguarda Salvatore Sottile – prosegue Caruso – e con riferimento alle accuse che sono state a lui mosse, non si riesce davvero a capire come potesse essere possibile sbagliarsi e il fatto che ciò sia tuttavia accaduto, da parte dei magistrati di Potenza, qualche dubbio era destinato a generarlo anche nel più sereno degli osservatori. Del resto – prosegue il parlamentare di An – troppo “pubblico” il personaggio e troppo noto il suo ambiente, perchè Sottile potesse non essere preda di un magistrato con noti precedenti di protagonismo e di un giudice che, al di là delle sue abborracciate giustificazioni, non ha mancato la prima ribalta televisiva che gli fosse offerta”.
Caruso, che è stato presidente della Commissione giustizia del Senato nella scorsa legislatura, osserva che “l’ordinanza di oggi che ridimensiona gli addebiti più gravi al punto di consigliare la revoca del connesso provvedimento cautelare, e che con riferimento alle ulteriori e distinte accuse, - accertata l’evidente competenza per territorio di altro giudice – non rinuncia alla comicità del mantenimento degli arresti domiciliari, nell’assunto del possibile inquinamento delle prove in relazione a fatto avvenuto mentre la misura cautelare era in atto, non può che essere intesa se non come la certificazione della circostanza che Sottile si sia trovato davanti a veri e propri abusi da parte dei magistrati di Potenza”.
Al portavoce di An, Caruso esprime appunto “ulteriore solidarietà per lui, e ulteriore solidarietà per la sezione disciplinare del Csm che dovrà ineluttabilmente aggiungere alle proprie fatiche un ulteriore procedimento in capo al titolare dell’inchiesta di Potenza, sia per i fatti sopra commentati, sia per accertare quanto il PM di Potenza stesso “abbia – a leggere i giornali – alzato la voce” nei confronti di quel testimone che – alla prima occasione utile, di un interrogatorio davvero garantito – non ha mancato di ritrattare le proprie dichiarazioni, riportandole all’esatta versione antecedente”.
“Con immediata – conclude Caruso ¬ evidente e conseguente “sanzione” nei confronti di Sottile e con la speranza che il Csm – prima o poi – trovi anch’esso il coraggio e l’indipendenza necessari per “alzare la voce”. Almeno un po’”.
(24 giugno 2006)
Fonte : COMUNICATO STAMPA
Autore : redazione internet

GiuseppinaAn








