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Sottile può ritornare libero

"Non riesco più a tacere e vi assicuro volevo farlo ma sono troppo patetici e ridicoli tutti i puritani che in questi giorni si ergono a paladini dell'onore (Prodi ha parlato di mancanza di rispetto per le Donne) nei confronti delle subrettine e ballerinette varie che lavorano superpagate con i soldi nostri nella TV di Stato. Con tutto quello che ci hanno propinato come insulsaggini, dotte femministe scosciate, brutte femminsite giornaliste, o peggio ancora come "dottrina serale" in questi anni, si permettono di scrivere pagine e pagine sul caso Sottile che sicuramente ha sbagliato comunque a frequentare la bellona, ma da qui a gridare allo scandalo ce ne vuole di faccia tosta! Altro che Gragoraci abbiamo visto negli ultimi 30 anni! e purtroppo comtinueremo a vedere! dalla Stampa - SCONTRO FRA PROCURE IMMOTIVATI, SECONDO I MAGISTRATI CAPITOLINI, GLI ARRESTI DOMICILIARI AL PORTAVOCE DI FINI ROMA. Cambia la mano sull’inchiesta che riguarda Salvo Sottile e la presunta concussione sessuale - passata dalla procura di Potenza a quella di Roma - e cambia anche il punto di vista. I pm Cristina Palaia e Giancarlo Amato hanno impiegato qualche giorno per leggere le 500 pagine che il collega potentino Henry John Woodcock ha inviato loro. E hanno già deciso: il portavoce di Gianfranco Fini non merita gli arresti domiciliari. Quanto prima, forse già domani o dopodomani, «d’iniziativa propria» e senza nemmeno attendere un’istanza degli avvocati difensori del giornalista di Alleanza nazionale, presenteranno al gip un parere favorevole al ritorno in libertà. Una decisione in controtendenza rispetto a Potenza. La decisione di Palaia e Amato è annunciata dal tam-tam di palazzo di Giustizia. I due pm si sarebbero convinti che non sussistano le condizioni per tenere Sottile agli arresti: non c’è pericolo di fuga, non c’è pericolo di reiterazione del reato (essendo ormai An all’opposizione e Sottile ben lontano dal potere), non c’è pericolo di inquinamento delle prove (che naturalmente sono da verificare, ma intercettazioni e testimonianze ormai sono agli atti). E poi la procura di Roma non vuol rischiare l’accusa di «accanimento giudiziario». Contrordine dei pm di Roma «Sottile può tornare libero» Pronta la richiesta al gip: no all’accanimento giudiziario 27/6/2006 Francesco Grignetti

I due magistrati avrebbero margine fino al 5 luglio per esprimere il loro parere. Ma pare chiaro che bruceranno i tempi. Gli avvocati di Sottile, Nicola Buccico e Giuseppe Valentino, si preparano a festeggiare. D’altra parte alcuni giorni fa, alla conferma degli arresti domiciliari da parte del gip Iannuzzi, essi stessi erano rimasti sconcertati. «Le ragioni per le quali il gip ritiene sussista il pericolo dell’inquinamento probatorio - dissero - appaiono francamente singolari perché riguarderebbero condotte di altri soggetti e quindi non riconducibili a Sottile».

Il riferimento dei due legali, entrambi parlamentari di An, era per Elisabetta Gregoraci. E’ stato il suo comportamento tentennante a sorreggere la convinzione del gip di Potenza su un «rischio di inquinamento delle prove». La giovane soubrette davanti al magistrato sostiene infatti che tra lei e Sottile, alla Farnesina, il sesso fu consumato. Ai giornalisti dice l’opposto. Anzi, ai giornali dice di più: «Le uniche pressioni le ho subìte dal pm Woodcock». Ebbene, il pm potentino aveva trasmesso a Roma anche alcuni ritagli di stampa con le dichiarazioni della soubrette, implicitamente chiedendo di procedere contro la testimone per calunnia. Ma finché la Gregoraci non verrà ascoltata - e non pare che ciò avverrà tanto presto - questo nodo difficilmente sarà sciolto.

I magistrati di Roma però potrebbero decidere di convocare altri protagonisti della vicenda. Anche altre soubrette o aspiranti tale. C’è infatti quel verbale di interrogatorio di Salvo Sottile che apre uno squarcio su usi e costumi della Rai («Queste ragazze, se vogliono andare in questi ambienti, hanno bisogno di essere, come dire, segnalate. Purtroppo lo fanno tutte…») come anche la testimonianza di Cristiano Malgioglio («Siamo tutti raccomandati, chiunque lavora in televisione ha sempre qualcuno che li può raccomandare») che potrebbero diventare la chiave di un’ennesima inchiesta penale. Si aprirebbe un mondo di segnalazioni, favori, scambi. Nei corridoi della Rai in questi giorni è tutto un raccontarsi di episodi e controepisodi a proposito delle «squinzie» che gli uomini politici impongono sia ai capistruttura, sia ai produttori esterni di fiction. Perché così va il mondo, nella televisione di Stato.

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