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Regione: Deficit, tempi supplementari

tratto da Sanità Lazio - Varato il piano per coprire il buco della Sanità. Ora deve decidere il Governo Intanto scattano le nuove norme anti-liste di attesa. Ma nessuno lo ha spiegato agli utenti La giunta Marrazzo le prova tutte per far rientrare il Lazio nella pattuglia delle regioni virtuose. Il governo si è già dimostrato tollerante e di manica larga, ma la disponibilità del ministro Livia Turco non basta e il responsabile del Tesoro Padoa Schioppa, che ha tante gatte da pelare, ha affidato il documento ai suoi tecnici. Ci vorranno giorni, forse settimane, per conoscere il verdetto, e qualche esponente di spicco della Margherita locale pensa che si possa convincere il ministro a congelare gli aumenti previsti per chi ha sforato i tetti di spesa sanitaria. Sul progetto- bis anti deficit c’è poco da scoprire: prevede risparmi fino a 1.465 milioni di euro. Le misure sono quelle di sempre, tagli di posti letto, ristrutturazione ospedaliera, controllo della appropriatezza, risparmio nella spesa farmaceutica. Il documento indica cifre precise, 200 milioni per quel capitolo, 500 per quell’altro, 360 per quell’altro ancora. Come si faccia ad indicare con precisione la quota di milioni risparmiati sul capitolo appropriatezza, francamente, è un mistero. Più facile tagliare un certo numero di auto blu, di autisti, di segretarie: il conto, in questo caso, sarebbe facile, al millesimo. Insomma noi siamo dalla parte del governatore Marrazzo e apprezziamo la sua buona volontà, il suo coraggio, ma sembra che qualcuno dia i numeri, sembra di vedere un film dei tempi andati. Anni fa i governi nazionali mettevano tra le voci della finanziaria il capitolo “privatizzazioni” e quello “lotta all’evasione fiscale”, indicando quanto si ritenesse di poter trarre da quelle voci. Non risulta che quelle buone intenzioni abbiamo mai compiutamente portato ai risultati desiderati. Ci auguriamo che Marrazzo sappia fare di meglio. In ogni caso il suo piano comprende

la voce generica “altri interventi”. Dentro ci può stare di

tutto. Un punto a favore del presidente: i direttori generali delle

Asl hanno consegnato il 30 giugno i bilanci. È un fatto storico. E

magari è un primo passo verso pulizie generali più approfondite.

Ma il governatore ha anche proposto un’altra iniziativa: nel Lazio

ci sono 150mila residenti in più, quindi ci spetta un aumento di

350 milioni di euro all’anno nelle quote dal fondo sanitario. In tre

anni la Regione potrebbe eliminare il debito della sanità senza

colpo ferire. Bravo Marrazzo, peccato che la risposta dal Tesoro

tardi ad arrivare e temiamo di sapere quale sarà. Intanto i sindacati

sono sul piede di guerra, chiedono misure drastiche ma chiedono

anche che la Regione paghi i fornitori e la ospedalità privata,

temono forti ripercussioni sul piano occupazionale. Infine

due riflessioni, che svilupperemo in questo fascicolo e in quello

successivo. Una riguarda la normativa sulle liste d’attesa varata

dal governo precedente e che è scattata formalmente dal primo

luglio. Se le Asl non saranno reattive nei confronti delle liste d’attesa

i cittadini potranno fare valere i loro diritti altrove a spese dell’amministrazione.

Ne avete letto da qualche parte? Qualcuno ha

informato gli utenti? Silenzio di tomba. Qualcosa proviamo a raccontarvi

noi. Seconda riflessione, sui farmaci generici. Oggi si

annunciano campagne di sensibilizzazione, con i generici si risparmia.

Ma esiste già una legge dell’estate scorsa che obbliga

medici di base e farmacisti ad incentivare la scelta dei pazienti in

questa direzione. Mai stata pubblicizzata, mai sanzionate le infrazioni.

Qualcuno ci sta prendendo in giro?


(Giu. Ter.)

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