
la voce generica “altri interventi”. Dentro ci può stare di
tutto. Un punto a favore del presidente: i direttori generali delle
Asl hanno consegnato il 30 giugno i bilanci. È un fatto storico. E
magari è un primo passo verso pulizie generali più approfondite.
Ma il governatore ha anche proposto un’altra iniziativa: nel Lazio
ci sono 150mila residenti in più, quindi ci spetta un aumento di
350 milioni di euro all’anno nelle quote dal fondo sanitario. In tre
anni la Regione potrebbe eliminare il debito della sanità senza
colpo ferire. Bravo Marrazzo, peccato che la risposta dal Tesoro
tardi ad arrivare e temiamo di sapere quale sarà. Intanto i sindacati
sono sul piede di guerra, chiedono misure drastiche ma chiedono
anche che la Regione paghi i fornitori e la ospedalità privata,
temono forti ripercussioni sul piano occupazionale. Infine
due riflessioni, che svilupperemo in questo fascicolo e in quello
successivo. Una riguarda la normativa sulle liste d’attesa varata
dal governo precedente e che è scattata formalmente dal primo
luglio. Se le Asl non saranno reattive nei confronti delle liste d’attesa
i cittadini potranno fare valere i loro diritti altrove a spese dell’amministrazione.
Ne avete letto da qualche parte? Qualcuno ha
informato gli utenti? Silenzio di tomba. Qualcosa proviamo a raccontarvi
noi. Seconda riflessione, sui farmaci generici. Oggi si
annunciano campagne di sensibilizzazione, con i generici si risparmia.
Ma esiste già una legge dell’estate scorsa che obbliga
medici di base e farmacisti ad incentivare la scelta dei pazienti in
questa direzione. Mai stata pubblicizzata, mai sanzionate le infrazioni.
Qualcuno ci sta prendendo in giro?
(Giu. Ter.)

GiuseppinaAn









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