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Immigrazione. E' scontro tra i Poli sulla Bossi-Fini

La Lega nord lancia l'ennesima provocazione sulla politica dell'immigrazione. La ricetta leghista contro il traffico dei clandestini di Roberto Calderoli, prevede "l'uso della forza", senza escludere di sparare, per avvertire e intimidire chi vuole entrare illegalmente in Italia. La proposta arriva in seguito ai due drammatici naufragi di sabato e domenica al largo di Lampedusa: il primo avvenuto a 10 miglia dall'isola, con un bilancio di 10 morti, 70 persone salvate e 40 dispersi; il secondo a 70 miglia dalle coste siciliane, con 10 persone salvate, un cadavere recuperato e 28 dispersi.

Nelle stesse ore, il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, inviato
dal governo a Lampedusa, promette “10 milioni di euro nell’immediato” per fronteggiare l’emergenza. Ma al di la’ della proposta del Carroccio, continua ad alimentarsi lo scontro tra i Poli sulla Bossi-Fini, che i comunisti italiani vorrebbero abolire.

Il ministro dei Trsporti Alessandro BianchiIl gip di Agrigento, Alfonso Malato, si pronuncera’ oggi sulla richiesta di convalida del fermo di polizia giudiziaria, trasmessa ieri dalla procura, cui
sono stati sottoposti cinque dei 70 superstiti del barcone naufragato sabato al largo di Lampedusa, con l’accusa di essere stati gli scafisti della traversata, che ha provocato 10 morti e 40 dispersi. I cinque indagati - tre marocchini, un tunisino e un algerino - sono accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Secondo le testimonianze raccolte da polizia e Guardia di Finanza tra i sopravvissuti al naufragio, avrebbero pilotato il natante poi rovesciatosi mentre stava per essere soccorso dalla corvetta “Minerva” della Marina militare.

Ieri il procuratore capo di Agrigento, Ignazio De Francisci, aveva escluso ogni responsabilita’ della Marina militare nell’affondamento della barca di 10 metri,
contrariamente a quanto riferito alcuni superstiti: “Il contatto c’e’ stato - aveva detto - come dimostra la strisciata individuata sulla fiancata della corvetta Minerva, ma dovuto alle condizioni marine avverse e alla manovra incauta, per non dire altro, degli scafisti. Abbiamo la fondata consapevolezza
che l’equipaggio della nostra Marina ha agito per salvare quei poveri disperati”. De Francisci, ha inoltre aperto un’inchiesta per capire perche’ le autopsie sugli undici corpi recuperati (10 del primo naufragio, uno del secondo) non sono state fatte nell’ospedale della citta’, il San Giovanni di Dio, ma smistate a Sciacca e Canicatti’ per l’indisponibilita’ della camera mortuaria.

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