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Due pool contro la tratta di clandestini

Emergenza immigrazione. Uno composto da magistrati a Palermo e Agrigento, l’altro da forze dell’ordine dentro la Criminalpol Giro di vite del ministro Amato, critiche dalla Cdl Il procuratore Grasso: carcere obbligatorio per gli scafisti.

ROMA — La costituzione di due pool investigativi specializzati sulla scia di quelli antimafia e antiterrorismo, l”affidamento alle Dda di tutte le indagini sull”immigrazione clandestina, carcere obbligatorio per gli scafisti, la richiesta alla Libia di collaborazione non solo di polizia ma anche giudiziaria. È una strategia in tre mosse quella che il governo mette in campo nella lotta contro l”immigrazione clandestina e, soprattutto, contro le organizzazioni criminali e i mercanti di uomini che la gestiscono.

La linea è stata decisa in un «lungo e fruttuoso» vertice tecnico, come l’ha definito il ministro dell’Interno Giuliano Amato, che si è tenuto ieri mattina al Viminale e al quale ha partecipato anche il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso. Riunione a cui ha dato seguito in serata il ministro della Giustizia Clemente Mastella, annunciando che al prossimo consiglio dei ministri presenterà le modifiche normative su due fronti, agendo «in sintonia» con il collega Amato. Le indagini sull’immigrazione clandestina saranno interamente affidate alle 26 Dda che attualmente hanno voce in capitolo solo quando si ipotizzano reati associativi gravi come, ad esempio, la tratta di esseri umani e la riduzione in schiavitù. Tutto avverrà sotto il coordinamento della Dna di Piero Grasso. E Mastella ha accolto anche un’altra richiesta del procuratore nazionale antimafia: rendere obbligatoria la misura cautelare in carcere per gli scafisti, analogamente a quanto già avviene per i delitti di mafia. E dunque: via alla costituzione dei pool. Uno di magistrati e uno di analisti delle forze dell’ordine. «Il piano di lavoro predisposto dal governo — spiega il ministro dell’Interno Amato — prevede la creazione di un pool specializzato sull’immigrazione clandestina, come quelli antiterrorismo e antimafia». Perchè siamo di fronte ad un fenomeno criminale che ha «la stessa rilevanza e la stessa carica di anticiviltà e antigiuridicidà» di mafia e terrorismo. I primi due gruppi di magistrati verranno creati nelle procure di Palermo e Agrigento, le più esposte nel contrasto alle organizzazioni criminali che si occupano di clandestini. Il pool delle forze di polizia sarà invece costituito all’interno della Criminalpol. L’obiettivo dei pool lo sintetizza Amato. «Occorre individuare le lacune da colmare per arrivare al di là dei singoli scafisti e, quindi, alle organizzazioni criminali per le quali lavorano e alla tratta di esseri umani, che molte volte è all’origine della stessa immigrazione clandestina». La terza mossa riguarda la collaborazione con la Libia. «Con loro lavoriamo bene. Come noi è cointeressata alla risoluzione del fenomeno, perchè è destinataria di un eccesso enorme di immigrazione», dice Amato. Ma da parte del paese nordafricano, avverte il ministro, «serve una collaborazione anche nel campo della giustizia. Se questa, oggi, è possibile con l’Egitto, con la Libia è, a dir poco, difficile. La collaborazione su questo campo è prossima allo zero». La decisione di costituire un gruppo di lavoro tra magistrati specializzati ed uno tra tutte le forze dell’ordine scatena le reazione dell’opposizione. Luca Volontè capogruppo dell’Udc alla Camera, considera la soluzione proposta insufficiente. «È necessario e urgente — sottolinea l’esponente centrista — un ampio e duro controllo sulle comunità islamiche che vivono secondo le leggi della sharia e in contrasto delle leggi e della Costituzione italiana». Più duro il commento di Maurizio Gasparri di An che considera l’istituzione di pool di magistrati per la lotta all’immigrazione clandestina come «una presa in giro» perchè, aggiunge «contro l’immigrazione clandestina non occorrono finte risposte burocratiche ma ferme risposte legislative e amministrative». I due pool di magistrati «non serviranno a nulla», taglia corto Roberto Calderoli.

Per l’esponente del Carroccio infatti la ‘soluzione Amato’ serve solo per ‘far avere una ‘cadrega’ (poltrona, dialetto lombardo) a qualcuno». La soluzione indicata dall’ex ministro della Lega è invece «la creazione di un commissario ad hoc con pieni poteri» , un ruolo che per Calderoli non può che essere affidato «ad un esponente dell’opposizione».

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