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Regione, società miste: presentato il dossier sugli sprechi

tratto da Ottopagine.itRegione, società miste: presentato il dossier sugli sprechi Un dossier di 600 pagine per denunciare gli sprechi delle Società Miste, quelle cioè partecipate con più del 50% del capitale dalla Regione Campania. Dati e cifre che si commentano da sé e che sono stati illustrati ieri dal presidente della Commissione Trasparenza del Consiglio regionale campano Antonio Peluso (ex Npsi, ora Indipendente). Conti in rosso per circa 110 milioni di euro spesi in due anni, 42 milioni già persi dalla Regione, e venti milioni spesi solo per le consulenze. L’80% delle 37 ‘partecipate’, si legge tra le pieghe del falcone, ha bilanci in perdita. Dai documenti emergerebbe un intreccio di società regionali controllate da altre società, senza contare Agenzie, Fondazioni e Consorzi. Quelle per così dire ‘ufficiali’ sono 37, otto delle quali a capitale interamente regionale. Dati sottostimati, avverte Peluso, se si tiene conto appunto della fitta rete di ‘controllate’.

Dal dossier emerge che la costituzione delle società, nate negli anni 2001-2006, è costata oltre 104 milioni di euro con una perdita della Regione Campania, solo nell’ultimo biennio, pari a 42 milioni. Un dato che non tiene conto dei bilanci di 7 società che non hanno fornito la documentazione e che per molte di queste i bilanci sono fermi al 2004.
Tra le società coi conti più disastrati, la Bagnoli Futura (-16,228 milioni di euro), Città della Scienza (961mila), Sepsa (1,5 mln) e Asc (1,1 mln). Sul fronte delle contestate consulenze, per le quali sono stati spesi 20 milioni di euro, emerge, ad esempio che la EAV (Ente autonomo Volturno), holding che controlla il trasporto pubblico con MetroCampania, Circumvesuviana, Vesuviana Mobilità e Sepsa, conta consulenze per 1,2 milioni di euro. Ma tra i casi ‘singolari’ c’è quello della Circumvesuviana (2059 dipendenti) che ha un capitale sociale di appena 12mila euro.
La mancanza di forme adeguate di controllo - è stato spiegato nel corso della conferenza stampa di ieri - ha indotto, in alcuni casi, alla creazione di organismi con attività sovrapponibile a quella svolta da agenzie e altre società operanti all’interno dell’apparato regionale. Di qui, è stato suggerito, l’opportunità dell’accorpamento di alcune società con un ‘taglio’ di costi e spese.
Intanto tra i ‘casi sorprendenti’, emergono quelli relativi ai cosiddetti “stacanovisti”, come li ha definiti il consigliere Pietro Diodato (An), riferendosi “al caso di un ex assessore comunale, Roberto Cappabianca presente in cinque tra Cda e collegi sindacali delle società partecipate”.
E in questa speciale ‘classifica’ di ‘stakanovisti’ figurava, prima che diventasse ministro, anche l’ex assessore Nicolais. “Ma la lista - assicura Diodato - è lunga”. Confermati, infine, i casi già riportati di società anche con un solo dipendente, e quelle con un numero di amministratori nettamente superiore a quello dei dipendenti stessi.
“Si tratta di un settore fuori da ogni controllo, - ha spiegato il presidente della Commissione Trasparenza Peluso - senza l’applicazione dei principi di economicità e di buon andamento che dovrebbero ispirare l’attività amministrativa della Regione Campania. Un fenomeno abnorme i cui contorni non è possibile esattamente definire”.
Il palazzo non trema, ma la polemica s’impenna. Il corposo dossier sulla situazione delle Società a capitale di maggioranza regionale illustrato ieri dal presidente della Commissione Trasparenza del Consiglio regionale non ha deluso le attese. Soprattutto della Cdl che già in passato, in occasione dell’approvazione dei bilanci della Regione dal 2001 al 2005 non aveva mai s,messo di puntare l’indice del j’accuse su questo delicato capitolo.
E ad aprire il fuoco di fila delle dichiarazioni al vetriolo ci ha pensato ieri il capogruppo di Forza Italia Cosimo Sibilia che nei fatti ha chiesto ieri in una nota le dimissioni del governo regionale.
“In un Paese normale le dimissioni del governo regionale per le incredibili anomalie emerse dal dossier sulle Società Miste dovrebbero essere atto dovuto. E parliamo di fatti e dati sottostimati e comunque di uno spaccato a dir poco desolante, se non inquietante, sul quale si deve intervenire immediatamente, con il massimo rigore e senza guardare in faccia a nessuno. E’ chiaro che su questo ennesimo capitolo di malamministrazione, sul quale avevamo visto giusto allorché con vana insistenza abbiamo richiesto a più riprese conto, torneremo a chiedere che il governo regionale riferisca con urgenza e compiutamente in Aula”.
E se dalle forze di Maggioranza c’e’ chi invita ad intervenire ma non a demonizzare (Vito Nocera - Prc) e chi sottolinea che il lavoro svolto dalla Commissione non e’ stato collegiale (Luisa Bossa - Ds), dalle forze di opposizione c’e’ invece chi, come il capogruppo di An Francesco D’Ercole, oltre a chiedere conto al governo regionale di quanto accaduto, auspica “che la Commissione voglia proseguire adesso con l’indagine conoscitiva delle Asi e dei loro consorzi che sono una fonte di spreco delle risorse regionali”.
“Poiché il Consiglio, in sede di approvazione dell’ultima finanziaria, – spiega dal canto suo il presidente della Commissione Sanità Angelo Giusto (Ds) - obbligava la Giunta a ridurre i Consigli di Amministrazione delle società partecipate, a tagliare drasticamente le relative indennità e a cancellare quelle società inutili o in perdita, il lavoro della Commissione Trasparenza può costituire quel pungolo importante per fare finalmente quello che la legge di bilancio aveva chiesto”.
Un’iniziativa che non dovrebbe tardare a verificarsi, questa, stando a quanto riferito ieri dal vice presidente della Regione, assessore al Bilancio, Antonio Valiante.
“In giunta - sottolinea Valiante - abbiamo avviato ed intendiamo proseguire nei prossimi giorni, con la collaborazione di tutti gli assessori, un serio lavoro di verifica dell’attività società regionali e partecipate. Ho già avuto modo di dire, prima del contributo di questi consiglieri, che è necessario procedere ad un riordino in questo settore. E solo a verifica conclusa del lavoro della Giunta, valuteremo quali sono le realtà da potenziare, quali quelle da accorpare e le eventuali dismissioni da realizzare”.
“Agiremo comunque, come abbiamo sempre fatto, nel pieno rispetto della normativa nazionale vigente”.
Piero Masone

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