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Reclusione per chi utilizza lavoratori irregolari

Con almeno 3 lavoratori irregolari l'azienda può essere chiusa per un mese Reclusione da 3 a 8 anni e multa di 9mila euro per ogni occupato irregolare. La pena aumenta in caso di stranieri e minori ROMA - Nuove norme contro il caporalato e lo sfruttamento dei lavoratori: il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera ad un ddl che inasprisce le pene per chi sfrutta i lavoratori e stabilisce il reato di riduzione in schiavitù, prevedendo una serie di fattispecie che vanno dalla violenza alla minaccia fino all'intimidazione e al grave sfruttamento

FERRERO - «Il ddl - ha spiegato il ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero, durante una conferenza stampa a palazzo Chigi al termine del Consiglio dei Ministri - prevede una reclusione da 3 a 8 anni e la multa di 9 mila euro per ogni persona reclutata e occupata irregolarmente. La pena viene aumentata se ad essere sfruttati sono ragazzi minori di 16 anni oppure stranieri irregolarmente presenti sul territorio italiano. Laddove si accerti che c’è l’occupazione irregolare di almeno tre lavoratori - ha spiegato ancora Ferrero - l’impresa, salvo che non si tratti di una impresa agricola, può essere chiusa per un mese». Il provvedimento, ha continuato Ferrero, «individua il reato di induzione alla schiavitù dei lavoratori e di fronte a questo reato si interviene in modo molto netto contro gli imprenditori che esercitano il caporalato». Il fenomeno, che secondo Ferrero non è limitato alla Puglia, ma si verifica anche in altre regioni italiane, riguarda anche il comparto dell’edilizia oltre a quello dell’agricoltura. «È inaccettabile - ha sottolineato il ministro di Rifondazione - che in un paese civile ci siano forme di lavoro schiavistico».
AMATO - Secondo il ministro del’Interno, Giuliano Amato, si tratta di un «disegno di legge talmente essenziale dal punto di vista della nostra civiltà che non lo riteniamo un indirizzo politico della sola maggioranza, ma crediamo debba avere il più largo consenso possibile». «È solo un primo passo - ha continuato in conferenza stampa il ministro del lavoro, Cesare Damiano - verso la giusta direzione di una giustizia ed equità nell’impiego di lavoratori. Quello del caporalato - ha proseguito Damiano - è un fenomeno indegno, è una nuova schiavitù. E questo ddl intende colpirlo duramente. Ci auguriamo che il provvedimento - ha concluso - possa avere un iter accelerato e il più ampio sostegno da parte di tutte le forze politiche».

18 novembre 2006

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