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2 DICEMBRE: MATTEOLI, ASCOLTEREMO IL CUORE E LA RABBIA DELLA GEN

2 DICEMBRE: MATTEOLI, ASCOLTEREMO IL CUORE E LA RABBIA DELLA GENTE Domani non si decide ruolo Berlusconi o premiership Roma - "La manifestazione di domani, che si annuncia grandiosa nelle sue dimensioni, è nata su una forte spinta popolare. I leader dei partiti del centrodestra ascolteranno il cuore e la rabbia della gente e cercheranno di interpretarne le necessità e i desideri. Domani non si discute della futura leadership del centrodestra, il 2 dicembre serve anche per non deludere milioni e milioni di italiani, certamente la grande maggioranza, traditi e indignati da un governo che vuole tartassarli". Lo dichiara il presidente dei senatori di An, Altero Matteoli.

2 DICEMBRE: MATTEOLI, ASCOLTEREMO IL CUORE E LA RABBIA DELLA GENTE

Domani non si decide ruolo Berlusconi o premiership

Roma - “La manifestazione di domani, che si annuncia grandiosa nelle sue dimensioni, è nata su una forte spinta popolare. I leader dei partiti del centrodestra ascolteranno il cuore e la rabbia della gente e cercheranno di interpretarne le necessità e i desideri. Domani non si discute della futura leadership del centrodestra, il 2 dicembre serve anche per non deludere milioni e milioni di italiani, certamente la grande maggioranza, traditi e indignati da un governo che vuole tartassarli”. Lo dichiara il presidente dei senatori di An, Altero Matteoli.
“Agli amici dell’Udc che hanno deciso di non parteciparvi - aggiunge Matteoli - dico: cosa avremmo dovuto fare di fronte alla forte richiesta di protesta che arriva dalla gente comune, dalle famiglie, dai professionisti, da tutte le categorie? Deluderli anche noi? Dire loro che era sufficiente un’opposizione in Parlamento, peraltro, destinata a soccombere ai voti di fiducia del governo? Abbiamo invece scelto l’unica strada possibile, democratica per fare pressione su un esecutivo sordo e zitto, che a parole dice di volersi confrontare con l’opposizione sulla finanziaria e nei fatti invece sta trattando al suo interno per comporre, se ci riuscirà, le sue gravi divisioni. Ed ancora sottolineo, la leadership non possiamo deciderla seduti ad un tavolo, a contare è l’anima della gente. Cosa dovremmo fare, inoltre, di Berlusconi, che riscuote successo popolare: ucciderlo, mandarlo via dall’Italia? Penso - osserva - che verrà anche per altri il tempo di andare a palazzo Chigi, ma Berlusconi, per quello che è stato e sarà, rimane una risorsa, come lo sono Fini, Casini, Bossi e gli altri leader delle forze politiche che si oppongono a questo sinistra-centro, dove il centro è stato annientato dalla sinistra radicale. Ora è il momento di far sentire forte l’indignazione, la protesta e le proposte alternative a quelle del governo e della maggioranza. Arriverà presto, dopo la caduta di Prodi - conclude - quello della scelta del futuro premier del centrodestra”.
Fonte : Ufficio Stampa Gruppo An Senato

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