
ascoltare quel che aveva da dirmi e commentare liberamente come deve poter fare chiunque in casa sua, specialmente se rappresenta il Parlamento.
Quali sono le accuse? Sfido chiunque a trovare, non dei dossier, ma dei foglietti di carta, degli articoli, dei libri e libretti, dei discorsi, delle dichiarazioni in cui io abbia fatto uso di informazioni che potevo possedere, perché è il mio mestiere avere informazioni, oggi spiattellate sui giornali, versate come merda per creare merda. In campagna elettorale la Commissione Mitrokhin non è stata nominata mai, neanche per sbaglio. Che schifo, caro Mario, quei manigoldi che ci linciano e che fabbricano inesistenti servizi segreti alle mie dipendenze. Hanno fabbricato una notizia, usando una fonte mercenaria. Non l’hanno controllata, perché sarebbe caduta la fabbricazione. E cercano ora di ballare sui nostri nomi e la nostra onorabilità. Mentono sapendo di mentire, si fanno coraggio in branco come i piccoli predatori. Sono poveri mostri: distruggono le immagini degli esseri umani come il Polonio distrugge il corpo, speriamo non il tuo.
Caro Mario, io non so se ti porteranno questo giornale con questo articolo. Non so se avrai voglia di leggere. Io spero che sia tutto un brutto incubo. Che le analisi siano sbagliate. Che la quantità assorbita sia minore di quella minima pericolosa. Spero che tu ti riprenda dallo spavento, spero che tu torni dai tuoi bambini, dalla donna che ti ama, dai tuoi genitori. Io do più di venti interviste al giorno alla stampa estera, e a loro dico chi sei, dico che sei un matto vulcanico e imprudente, e una persona perbene. Ti ho conosciuto come una persona perbene anche se per molto tempo anch’io dovevo diffidare di te e diffidando verificavo venti volte le tue informazioni. E poi non le usavo. Questa gente che adesso vorrebbe trovare le prove delle tue nefandezze facendo come i gatti nei bidoni della spazzatura non troveranno un bel niente. Insieme, ricordi?, decidemmo di non procedere con le accuse di Litvinenko a personaggi italiani, perché non avevano riscontro. Insieme decidemmo di non mandarle avanti,
per rispetto degli altri. Per fare un lavoro pulito. È vero, io ti ho chiesto di vedere se c’era qualcosa su Romano Prodi perché io non credo agli spiriti, non credo ai piattini che ballano e che scrivono e non credo che un attempato Primo Ministro possa impunemente pensare di passare per Harry Potter. E perché avevo trovato le prove del fatto che i brigatisti erano connessi al Kgb, via Carlos e Stasi. Dunque il delitto Moro non è quel che sembra, ed Harry Potter va liberato dal suo incantesimo e deve dirci come faceva a sapere l’indirizzo dei rapitori. |
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