2 dicembre a Roma: Una marea di “gente perbene”

Una marea di "Gente Perbene"La manifestazione di ieri, che dire, come raccontare cosa è stata. Io non stavo bene fisicamente così avevo deciso a malincuore di non partecipare, ma poi a ora di pranzo, vedendo i primi preparativi alla TV (ci hanno fatto vedere poco e niente per la verità) ho pensato ma io cosa faccio qui. Una voglia irresistibile di esserci. Così ho tolto il grembiule da cucina, infilato un paio di scarpe comode e di corsa alla stazione. Il mio treno è puntuale e alle 14,15 sono a Roma. Già sulla metropolitana mi accorgo che ci sono centinaia di giovani, arrivano da tutta Italia, molti chiedono informazioni sul luogo di partenza dei cortei, arrivo trafelata a Repubblica e ……che gioia, sono “in famiglia”.

La sensazione è quella di una giornata di festa. Sarà che è bello ritrovarci, sarà che quando vedo sventolare a migliaia le “nostre bandiere” sento una carica emozionale forte ma anche una scarica di adrenalina, si, sono stata felice di esserci e sfilare con il corteo. Ho trovato il gruppo del mio circolo ENEA e sfilato sotto lo striscione, vicino a noi c’era l’intera banda di un paese della provincia . Quanti eravamo chi può dirlo, milioni senz’altro ma quanti credo sia impossibile dirlo. C’erano persone ovunque. Le piazze di inizio dei cortei erano ancora gremite quando piazza S. Giovanni era già completamente piena, ben oltre gli archi della piazza, su, su, per tutte le vie intorno, dappertutto persone con le bandiere al vento. Durante tutto il percorso gente alle finestre con il tricolore, i negozi tutti aperti , i bar con le persone sedute ai tavoli. La sensazione più bella? Insieme alla gioia di sentirci “tra noi”, la serenità, perché nonostante fosse una manifestazione di quelle eccezionali, una di quelle che come ha detto un vigile urbano sui 60 anni non si vedeva da almeno trenta anni., c’era in tutti noi (certamente non abituati a manifestare) la consapevolezza che non c’era nessun timore, che tutta quella folla non rappresentava comunque nessun pericolo, eppure erano centinaia di migliaia i giovani, giovanissimi, giovani belli, ma pieni di entusiasmo, che cantavano, con le facce “pulite, sorridenti”, sapevamo che non ci sarebbero state vetrine sfondate o macchine incendiate. Ho visto i titoli dei giornali di oggi, voglio sminuirla, “loro” oggi possono dire ciò che vogliono per tranquillizzarsi, ma sono certa che lo sanno benissimo anche loro, in piazza ieri c’era il “Popolo Perbene, quello che lavora e ha rispetto per tutto, per le persone e per le cose.

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