
così, mentre Fini si consolida definitivamente, di fronte all’Italia e all’intero popolo del centrodestra, come il numero due in assoluto più accreditato da Berlusconi e dalla grande piazza di Roma, a Palermo, nel piccolo palazzetto scelto dall’Udc, Casini si accredita come il numero uno di una piccola minoranza destinata a essere letteralmente inghiottita dal fiume degli eventi. Miope e punito.
In conclusione una riflessione sull’intera manifestazione e sulla presenza della Cdl in piazza.
Due richieste e un dato di fatto.
Le due richieste, che diventano la linea politica delle prossime settimane, le ha espresse il leader del centrodestra. La prima, sul fronte istituzionale: ricontare le schede elettorali, tutte, quelle nulle e quelle bianche. Lo richiede da mesi, tra i lazzi e i sorrisini del centrosinistra, il presidente Silvio Berlusconi ma adesso lo richiede l’intero popolo del centrodestra e i suoi rappresentanti dovranno manifestare questa urgenza al presidente della Repubblica.
questo punto è un dovere istituzionale grave e impegnativo. Diversamente, se questa possibilità fosse ancora negata, si torni alle urne.
La seconda richiesta proveniente dal leader è che da Roma è nato, di fatto, il nuovo Partito italiano della libertà, aderente in toto al manifesto programmatico del Partito popolare europeo.
Il suicidio politico di Casini è quello di restarne fuori, il dato di fatto politico è che dalla grande manifestazione popolare di Roma, insieme al Partito della libertà è venuto alla luce, indiscutibilmente, anche l’erede di Silvio Berlusconi da lui battezzato pubblicamente, da oggi, con il nome «dell’amico e mio vicepresidente del Consiglio: Gianfranco Fini».
L’erede ha capito l’antifona e ha saputo subito trarne profitto: ha svolto un discorso da autentico leader politico di razza e ha chiamato volutamente Silvio Berlusconi presidente del Consiglio. I due si intendono a meraviglia, Umberto Bossi condivide, la Casa del centrodestra, unita più che mai applaude e, mentre Prodi si deve preparare a fare le valigie, Casini medita e piange.
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