
cioè il 25 per cento delle stesse, questo proprio no. Questo al Losi è sembrato francamente “un po’ troppo”.
Lui e i suoi sodali vanno dicendo che siamo noi ad aver rifiutato un accordo. Premi Nobel per la bugia, Oscar per lamenzogna. Fino all’ultimo ha tentato quel sant’uomo di Ferretti. Dopo che erano sfumate segue a pagina 2 tutte le cariche, c’era da designare due rappresentanti del consiglio a una commissione ministeriale per la lingua e la cultura. Una cosina minore, non un posto di vicesegretario, neppure di membro del Comitato di presidenza. Ferretti si è alzato ed ha candidato ontanari dell’Udc. I “volenterosi della trattativa” imperterriti hanno eletto due dei loro. E allora, come dicono a Roma: “De che stamo a parlà, aho?”. Molto più sincero, fino alla brutalità, Eugenio Marino, vice responsabile nazionale dei Ds per gli italiani all’estero, la cui reazione a caldo è stata: “Il neo segretario generale Elio Carozza è uomo di parte”. Ho sbagliato e sto male. Mi sento come chi è stato a lungo innamorato perdutamente di una donna bellissima con la quale sognava di passare il resto della sua vita e un giorno si rende improvvisamente conto che in realtà è un mostro orripilante abilmente camuffato. Il Cgie non è che una creatura posseduta del demonio comunista. Va esorcizzato. Mi rendo ormai conto che solo con la mia scomparsa potrà rinascere la speranza, dacché, anteponendo l’esse privativa al mio nome, si ottiene “spero”. Pero lascia il campo a Melo. Pero è un personaggio che può andar bene per la commedia, non per la tragedia in cui è piombato il Cgie. Melo perlomeno è più consono al melo-dramma. Continui lui. Forza Melo, tocca a te: picchia duro. E voi, amici lettori, aiutatelo. ¡No pasarán!

GiuseppinaAn








