
«La differenza - fa notare, a questo proposito il senatore di An Andrea Augello - era già stata segnalata dall’opposizione come frutto di un macroscopico errore nella rilevazione del patrimoniale della Rm C. Ecco perché la qualità dei presunti nuovi debito scoperti da Piero Marrazzo, sempre secondo la Kpmg non è affidabile e necessita di verifica. Il rapporto afferma testualmente che una quota di debito a fine 2005, non quantificata, potrebbe essere insussistente. Ciò significa che il cosiddetto debito patrimoniale è privo di qualsiasi elemento di certezza, anzi secondo l’advisor potrebbe in parte non esistere affatto».
Ma anche passando alle stime sui conti dell’anno in corso la Kpmg parla di sforamento oltre le previsioni di almeno 100 milioni. La società di advisory propone anche una «cura» invitando «la Regione a costituire una task force per appurare l’effettiva consistenza del debito patrimoniale». Unanime il coro dell’opposizione sul rapporto di Kpmg. «La Kpmg conferma quanto già sostenuto dall’opposizione - rileva il senatore Domenico Gramazio di An - ossia che i dati fatti circolare dal governo regionale sul buco della sanità non sono veritieri a tal punto che chi doveva verificarli, come la Kpmg, non si sente responsabile dei dati a essa forniti». Mentre per il deputato di An Fabio Rampelli «alcune frasi dell’agenzia lasciano senza fiato perché pongono seri dubbi sulla veridicità e sulla completezza delle fonti utilizzate». A sentire il vicepresidente della commissione Sanità della Pisana, Stefano De Lillo, invece, «i dati della Kpmg confermano che quella della Giunta Marrazzo era una valutazione incerta e con fondamenti discutibili. Cercando di scaricare le proprie responsabilità sul centrodestra, la giunta Marrazzo ha invece preso sottogamba se stessa, incassando la bocciatura delle agenzie di rating ben più attente ai numeri che alle parole». Per il segretario regionale dell’Udc Luciano Ciocchetti «i cosiddetti debiti non transatti sui quali si sta discutendo rappresentano cifre riferite a prima del 2000, quando la spesa sanitaria era fuori dal bilancio regionale».

GiuseppinaAn









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