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Primo anniversario dalla scomparsa di Nino Sospiri

Ricorre in questi giorni il primo anniversario della morte di Nino Sospiri e la città lo ricorda con alcuni manifesti . Dopo una rapida malattia Sospiri si è spento il 2 gennaio scorso lasciando nella vita politica della città un vuoto. Uomo di grande spessore politico, venne scelto dal popolo della destra nel 1979. 57 anni, ex bersagliere di Penne, sposato e padre di due figlie, per pochi voti, soffiò a Biagio Tempesta il posto in Parlamento e conquistò il primo dei suoi sette consecutivi mandati.

Un record. Secondo in Abruzzo solo all’ex ministro, Remo Gaspari.
Per i suoi funerali anche la politica nazionale si era mobilitita: in città per seguire le sue esequie sono arrivati Gianfranco Fini, Maurizio Gasparri, Pietro Lunardi, Mirko Tremaglia, Alfredo Biondi, Gianni Alemanno. Gianfranco Fini lo aveva ricordato dicendo : «è stato un militante politico convinto e cosciente che se la politica la si respira fin da ragazzi come missione si conoscono gli antidoti per resistere.
Nino è tutto ciò ed altro ancora».

ALFREDO CASTIGLIONE, CONSIGLIERE REGIONALE

«A nome del gruppo consiliare di Alleanza Nazionale in Regione e a titolo personale, voglio rivolgere un ricordo affettuoso ad un uomo e ad un leader politico che rimane un esempio indimenticabile per la inesauribile passione e la ferrea determinazione che ne hanno contraddistinto l’azione politica per Pescara e l’Abruzzo in anni difficili.
In un Abruzzo in cui oggi “comandano” presidenti narcisi che amano circondarsi di cortigiani, nani, ballerine e fotografi personali, i cui sprechi e costi gravano sempre di più sulle tasche dei cittadini (è notizia di queste ore che è stato persino reintrodotto il costo di un euro per ogni ricetta), si sente la mancanza di un uomo di Stato come Nino Sospiri, che interpretò il suo impegno di parlamentare e di esponente del Governo nazionale con estrema sobrietà, forte senso di responsabilità e soprattutto con spirito di servizio. Si poteva non condividerne alcune scelte politiche, ma non si può non riconoscerne ancora oggi una statura morale che non è caratteristica frequente nel mondo della politica.
Ciao Nino, di cuore».

LA SEZIONE PESCARESE DI ALLEANZA NAZIONALE LO RICORDA COSI’

E’ passato quasi un anno dalla sua scomparsa, un anno terribile per la sua gente ma molto difficile per tutti gli abruzzesi. Per chi, come me, ha condiviso con lui quasi quarant’anni della propria vita attraversando momenti terribili, superando ostacoli insormontabili e vivendo situazioni tragiche, è impossibile dimenticarlo.
C’è stato un tempo in cui l’ipotesi che la destra potesse governare ci appariva fantascientifica. Il Movimento Sociale, o i suoi eredi, al governo: un’utopia. Assurdo solo pensarlo. Eppure era un sogno coltivato, custodendo idee e seminandole con geniale irriverenza. Sempre fedeli alla propria identità. Volevamo dimostrare che esiste un differente modo di pensare e gestire le cose non solo sul piano della politica pura e delle riforme istituzionali, ma anche sul piano della vera Cultura. Erano i tempi della costruzione di un movimento popolare e comunitario che si intrecciava fino all’identificazione con il richiamo alla Tradizione, intesa come collegamento e rielaborazione continua di un patrimonio di idee, linguaggi, esperienze, costumi e stili di vita.
Le difficoltà di quegli anni avevano contribuito a forgiare il suo carattere battagliero e i suoi traguardi sono stati il frutto di ostinato lavoro e indomita determinazione. Ha scalato sia il partito che la società civile, raggiungendo posizioni di vertice sia nell’uno che nell’altra. E’ stata una sorta di perfetta macchina da guerra, una fusione di intelligenza, coraggio e forza, da cui hanno preso corpo una mentalità tutta dedita a valori che escludono il compromesso, la menzogna e il sotterfugio. Un’eccezione nel complesso quadro politico dove gli ideali sono spesso sacrificati agli interessi.
I suoi successi hanno rappresentato la realizzazione di un sogno e di questo non potrò mai smettere di ringraziarlo, insieme a tanti veri camerati.
Ci ha permesso di dimostrare che non eravamo pazzi visionari. La materializzazione dell’utopia ci ha, in parte, ripagato del dolore, delle umiliazioni, dei sacrifici e delle sofferenze.
Con Sospiri era andata al governo una minoranza discriminata e ghettizzata che nel frattempo, grazie al lavoro di Uomini come lui, era diventata maggioranza nel Paese. Come ricordato da Fini “non era certamente un uomo delle Istituzioni” ma aveva portato il Popolo nelle Istituzioni.
Dal consiglio comunale al Parlamento e poi al Governo. Quasi un record per una terra, quella abruzzese, che ha visto pochi suoi figli salire così in alto.
Certo avrebbe meritato molto di più, ma l’orgoglio, la bontà, l’amicizia e la disciplina di partito, gli hanno fatto dare la precedenza.
Ma il “sogno” continua e noi, certamente, lo porteremo sempre nel cuore continuando a percorrere la lunga strada da lui indicata, con la stessa fermezza e gli stessi principii.

Pierluigi Bacceli (responsabile provinciale propaganda, immagine e comunicazione Alleanza Nazionale Pescara)

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