Questo sito contribuisce alla audience di

Polemica sul cinema gay, la sinistra si autotassa

tratto da La Stampa - An: "Li rieduchiamo noi". Per la prima volta la Consulta degli studenti ha negato circa 2000 euro alla rassegna omosessuale EMANUELA MINUCCI - TORINO Ci mancherebbe solo che alla serata inaugurale del 19 aprile del Festival Cinema Gay si sedesse in prima fila Barbara Pollastrini accanto a monsignor Angelo Bagnasco. Ma a questo punto, forse, non si stupirebbe più nessuno. Perché anche ieri, sulla «creatura» di Giovanni Minerba (che quest’anno si intitola «da Sodoma a Hollywood»), giunta alla sua ventitreesima edizione, i colpi di scena si sono consumati insieme con gli stratagemmi di chi quella rassegna vorrebbe da una parte boicottare e dall’altra sostenere.

Breve riassunto della puntata precedente. Due giorni fa, per la prima volta nella storia, la Consulta provinciale degli studenti, (non un gruppo di esaltati papa-boys), ha negato il suo contributo di 2000 euro alla rassegna. In nome di cosa? Ma dei Dico naturalmente, anche se nessuno arriva a sostenerlo apertamente, tranne Enrico Deabate che spiega: «Non mi sembrava proprio questo il momento». Ribatte un amareggiatissimo Minerba: «E’ il clima che sta alimentando questa situazione politica sono sbigottito, ma invito comunque questi giovani a partecipare al Festival: si renderanno conto di persona quanto serve il nostro lavoro».

Detto (è il passato di Dico, combinazione?), fatto: ieri i ragazzi di Azione Studentesca, i giovani di An, hanno risposto per le rime all’organizzatore. «Non solo ci andremo - anticipa il responsabile provinciale Federico Callegaro - ma porteremo a nostra volta un regalo a chi ha allestito il Festival: una copia di “Lezioni spirituali per giovani samurai” di Yuko Mishima, nel quale l’autore ben illustra la via da percorrere per passare da una sessualità ambigua e decadente ad una riscoperta dei valori spirituali». Una bella provocazione, non c’è dubbio. Sul suo buon gusto, però, qualcuno ha da ridire. Come i rappresentanti della Sinistra giovanile, della Figc e dell’Uds, che rispondono «agli scherzi bislacchi del centrodestra» con una sottoscrizione in favore della rassegna. L’idea è venuta a un figlio d’arte del movimentismo, Claudio Ferrentino, il rampollo di papà Antonio, leader dei No-Tav. «Mi sembrava assurdo - spiega Claudio, studente di Economia - lasciare cadere così la cosa. Quindi quanto prima organizzeremo banchetti per raccogliere fondi». Fra parentesi: Giovanni Minerba, nel giro di 24 ore ha ricevuto diverse offerte di sottoscrizione: una coppia che ha voluto restare anonima ha offerto 2500 euro. A prendersela con l’organizzatore, invece, pensa Gavino Olmeo, consigliere della Margherita: «Piantiamola con il vittimismo gay. Qui non siamo a Cuba, ma a Torino: qui non c’è nessuna persecuzione!». Gli risponde a tono Silvio Viale (Rdp): «È un segnale di bullismo: quei 18 omofobi della Consulta non rappresentano gli studenti».

Ultimi interventi

Vedi tutti