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RAI: LITE VELTRONI-D'ALEMA BLOCCA TUTTO

...Tutto in alto mare sul fronte Rai. L'ennessimo rinvio dell'elezione dei vertici della Commissione di Vigilanza comporta, a cascata, tempi lunghi anche per la rivoluzione ai piani alti della televisione di Stato. Una fonte interna a Viale Mazzini (massimi livelli) spiega, intevistata, ...........

RAI: LITE VELTRONI-D’ALEMA BLOCCA TUTTODi Redazione

Tutto in alto mare sul fronte Rai. L’ennessimo rinvio dell’elezione dei vertici della Commissione di Vigilanza comporta, a cascata, tempi lunghi anche per la rivoluzione ai piani alti della televisione di Stato. Una fonte interna a Viale Mazzini (massimi livelli) spiega, intevistata, che in realtà il problema è tutto interno al Partito Democratico. E la composizione della Commissione - tre dalemiani e tre veltroniani - è la cartina di tornasole dello scontro in atto al loft. Il primo punto è la candidatura di Leoluca Orlando alla presidenza della Vigilanza. A parte l’opposizione di Forza Italia, pare che nel Pd non tutti siano d’accordo sul nome del portavoce dell’Italia dei Valori. In particolare il segretario spinge per l’ex ministro Giovanna Melandri, mentre D’Alema sarebbe d’accordo a sostenere l’esponente del partito di Di Pietro.

Come detto, allungandosi i tempi della Commissione l’attuale consiglio di amministrazione resta obtorto collo in carica. E sono ancora le divisioni nel Pd a bloccare tutto. Claudio Petruccioli resterebbe molto volentieri alla guida della televisione di Stato, con il via libera convinto della maggioranza. Ma è all’opposizione che spetta la designazione. E qui nascono i problemi. Ancora una volta la contrapposizione è tra Veltroni e D’Alema. Quest’ultimo è favorevole alla conferma del presidente uscente mentre il leader dei Democratici sostiene la candidatura del suo fedelissimo Goffredo Bettini, che da poco ha lasciato il vertice della fondazione che controlla il cinema capitolino.

Nulla di fatto anche per il direttore generale. La fonte interna alla Rai sottolinea come i nomi usciti in questi giorni siano soltanto ipotesi che circolano nei corridoi. Nulla di definitivo, dunque. In particolare l’ad di Fastweb, Stefano Parisi, era già stato indicato in passato come dg e potrebbe rivelarsi una bolla di sapone. Sullo sfondo restano le candidature di Gianfranco Comanducci e Fabrizio Del Noce. L’attuale direttore della prima rete avrebbe il pieno appoggio del presidente del Consiglio, ma una sua ascesa comporterebbe lo spostamento di Mauro Mazza dal Tg2 al Tg1, per accontentare Alleanza Nazionale. Come si vede il puzzle è ancora complesso e una soluzione non è affatto vicina.

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