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Una base italiana nel cuore del Polo Nord

Una base italiana nel cuore del Polo Nord dove si svolgono diverse attività di ricerca - Alfredo Mantica alla base "Dirigibile Italia" da l'Italiano Ny-Alesund, come si legge sul sito del network di Ricerca Polare (Polarnet) gestito dal Centro di Ricerca Nazionale (CNR), è un importante nodo ed una stazione di riferimento in un network di osservatori sulla geofisica e l'ambiente artico. Dà la possibilità di raccogliere e gestire importanti dati di lungo termine sull'ambiente artico, di primaria importanza per lo studio di fenomeni globali. Facilita inoltre l'implementazione e lo sviluppo di una ricerca a livello mondiale attraverso la cooperazione internazionale. Nel 1996 il CNR ha stabilito una Stazione Scientifica Artica a Ny-Alesund nel punto in cui nel 1928 la sfortunata spedizione di Umberto Nobile è partita con il dirigibile "Italia". In onore delle vittime della spedizione, su 15 persone a bordo del dirigibile 7 morirono, la base ha assunto il nome "Dirigibile Italia". Nei 350 metri quadri che ospitano i laboratori, connessi attraverso la rete di computer di Ny-Alesund con il sistema scientifico internazionale, le attività che si svolgono sono molte. Dalle ricerche sul clima e l'atmosfera a quelle sulla biodiversità marina, passando per l'idrologia, per fare alcuni esempi. Lunedì 14 luglio, per commemorare le vittime della spedizione guidata da Umberto Nobile e

per testimoniare l’importanza della

ricerca italiana, il sottosegretario

agli Affari Esteri, Alfredo Mantica,

ha visitato la base “Dirigibile Italia”.

Roberto Azzolini, Coordinatore del

network di Ricerca Polare, presente

all’incontro, ha descritto la visita del

sottosegretario.


Come si è svolta la visita?


Il 14 luglio scorso, in occasione

degli 80 anni della spedizione del

Dirigibile Italia di Umberto Nobile, la

stazione artica “Dirigibile Italia” del

Consiglio Nazionale delle Ricerche,

situata a Ny-Ålesund, nelle Isole

Svalbard, si è collegata in diretta via

satellite con la base italo-francese

“Concordia” in Antartide grazie al

coordinamento tecnico dalla sede

centrale del CNR di Roma.

Si è trattato del primo collegamento

diretto in teleconferenza tra Ny-Alesund

(Artico) e Concordia (Antartide)

gestito dall’Italia ed è avvenuto

durante la visita presso la base artica

Dirigibile Italia del Sottosegretario

al Ministero degli Esteri, Sen.

Alfredo Mantica e del Sottosegretario

agli Esteri norvegese Dott. Elisabeth

Walaas, accompagnati dall’Ambasciatore

Italiano ad Oslo Rosanna

Coniglio, da personale diplomatico

del Ministero e dell’Ambasciata,

nonché personale della stampa e

della RAI. Per il CNR erano presenti

il Dr Giuseppe Cavarretta, direttore

del Dipartimento Terra e Ambiente

ed il Dr. Vito Vitale responsabile

scientifico del progetto CCTower.

Tutti hanno espresso grande

apprezzamento ed emozione per l’evento.

Il sottosegretario agli esteri

sen Alfredo Mantica, il sottosegretario

agli esteri Norvegese, dr. Elisabeth

Walaas ed il personale diplomatico

e scientifico presente hanno

percepito la portata storica di questo

primo collegamento fra Ny-Alesund

e Concordia, gestito con efficacia e

professionalità da un ente di ricerca

che ha una presenza autorevole in

entrambe le aree. Il Sottosegretario

Se. Alfredo Mantica ha voluto sottolineare

che la sua presenza a Ny-

Alesund è stata una testimonianza

dell’attenzione del governo italiano

ed ha assicurato il suo impegno per

il futuro. Si è augurato che l’Italia sia

autorevolmente presente in Artico,

come lo era in passato, ora che l’Europa

guarda all’Artico con sempre

maggiore interesse scientifico ed

economico.

Il Presidente del CNR Luciano

Maiani sottolineato l’importanza

strategica delle aree polari nello studio

dei cambiamenti climatici e dei

loro effetti economici e sociali, ed il

ruolo del CNR (e più in generale dell’Italia)

in questo scenario. Maiani

ha ricordato che il Cnr è il principale

organismo per coordinamento della

ricerca in Italia e come tale è impegnato

a farsi interprete degli indirizzi

strategici del gorverno in materia

di ricerca scientifica.

Il sottosegretario norvegese Elisabeth

Valaas ha auspicato che l’attenzione

dei governi al ruolo strategico

delle aree polari (e dell’artico in

particolare) si traduca in un aumento

di cooperazione e in un concreto

supporto alla ricerca scientifica da

parte dei governi. Il prof. Cavarretta,

fra l’altro, ha ricordato che gli investimenti

in questo settore sono investimenti

per le future generazioni in

quanto riguardano conoscenze e

metodologie per la salvaguardia dell’ambiente

globale.

Nel corso della visita è stato firmato

un importante accordo di cooperazione

fra CNR e KB (la socetà norvegeste

di gestione della base

scientifica di ny-alesund) per la

costruzione di una torre italiana per

lo studio dei cambiamenti climatici.

La torre, in alluminio, sarà altra 30

metri e ospiterà strumentazione italiana

ed internazionale, in ambito di

specifiche cooperazioni, per l’acquisizione

di misure utili allo studio di

processi fisici chimici e dinamici

della troposfera e dello strato limite

di particolare rilievo per la comprensione

dei cambiamenti climatici.

Una torre gemella è già installata in

Antartide a Concordia. L’iniziativa,

promossa e finanziata dal Dipartimento

Terra e Ambiente, si inserisce

nelle attività del Network Polare del

CNR Polarnet e rappresenta un

significativo contributo del CNR

all’Anno Polare Internazionale. Il

coordinamento scientifico è affidato

al Dott. Vito Vitale dell’Istituto di

Scienze dell’Atmosfera e del Clima

di Bologna.


La visita, secondo le stesse parole

del sottosegretario Mantica, ha

voluto testimoniare l’importanza

della ricerca italiana. Al di là di

queste dichiarazioni, quale è l’importanza

che lo Stato italiano tributa

alla ricerca, in particolare

alla vostra attività al Polo?


I finanziamenti per la ricerca Polare,

hanno subito una drastica riduzione

a partire dal 2006. -60% per il Programma

Nazionale di Ricerca in

Antartide e -70% per l’Artico, in

netta controtendenza con quanto ha

fatto tutti gli altri paesi impegnati in

ricerche polari (tutti i principali paesi

industrializzati del mondo), soprattutto

grazie all’Anno Polare Internazionale

(2007-2008) che ha visto un

impegno straordinario in questo settore,

dal quale l’Italia è stata sostanzialmente

tagliata fuori. L’attività

che si è riuscita a svolgere è dovuta

al completamento di iniziative già

avviate in passato ed ad uno straordinario

sforzo del CNR (Diparimento

Terra e Ambiente) per garantire una

minima, ma qualificata, presenza

italiana in Artico.


Come si svolge la vita all’interno

della base?


La base artica è occupata quando vi

si devono svolgere campagne di

ricerca. Per il rimanente periodo è

vuota, come quasi tutte le stazioni

internazionali di Ny-Alesund. le

campagne di ricerca riguardano

gruppi di 3-10 persone che risiedono

in Base tutto il tempo necessario

alla ricerca, che generalmente

richiede da un mnimo di 2 settimane

ad un massimo di tre mesi. La Base

puo’ ospitare fino ad un massimo di

7 ricercatori con la loro strumentazione,

e fornisce 5 laboratori ed una

officina.

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