per testimoniare l’importanza della
ricerca italiana, il sottosegretario
agli Affari Esteri, Alfredo Mantica,
ha visitato la base “Dirigibile Italia”.
Roberto Azzolini, Coordinatore del
network di Ricerca Polare, presente
all’incontro, ha descritto la visita del
sottosegretario.
Come si è svolta la visita?
Il 14 luglio scorso, in occasione
degli 80 anni della spedizione del
Dirigibile Italia di Umberto Nobile, la
stazione artica “Dirigibile Italia” del
Consiglio Nazionale delle Ricerche,
situata a Ny-Ålesund, nelle Isole
Svalbard, si è collegata in diretta via
satellite con la base italo-francese
“Concordia” in Antartide grazie al
coordinamento tecnico dalla sede
centrale del CNR di Roma.
Si è trattato del primo collegamento
diretto in teleconferenza tra Ny-Alesund
(Artico) e Concordia (Antartide)
gestito dall’Italia ed è avvenuto
durante la visita presso la base artica
Dirigibile Italia del Sottosegretario
al Ministero degli Esteri, Sen.
Alfredo Mantica e del Sottosegretario
agli Esteri norvegese Dott. Elisabeth
Walaas, accompagnati dall’Ambasciatore
Italiano ad Oslo Rosanna
Coniglio, da personale diplomatico
del Ministero e dell’Ambasciata,
nonché personale della stampa e
della RAI. Per il CNR erano presenti
il Dr Giuseppe Cavarretta, direttore
del Dipartimento Terra e Ambiente
ed il Dr. Vito Vitale responsabile
scientifico del progetto CCTower.
Tutti hanno espresso grande
apprezzamento ed emozione per l’evento.
Il sottosegretario agli esteri
sen Alfredo Mantica, il sottosegretario
agli esteri Norvegese, dr. Elisabeth
Walaas ed il personale diplomatico
e scientifico presente hanno
percepito la portata storica di questo
primo collegamento fra Ny-Alesund
e Concordia, gestito con efficacia e
professionalità da un ente di ricerca
che ha una presenza autorevole in
entrambe le aree. Il Sottosegretario
Se. Alfredo Mantica ha voluto sottolineare
che la sua presenza a Ny-
Alesund è stata una testimonianza
dell’attenzione del governo italiano
ed ha assicurato il suo impegno per
il futuro. Si è augurato che l’Italia sia
autorevolmente presente in Artico,
come lo era in passato, ora che l’Europa
guarda all’Artico con sempre
maggiore interesse scientifico ed
economico.
Il Presidente del CNR Luciano
Maiani sottolineato l’importanza
strategica delle aree polari nello studio
dei cambiamenti climatici e dei
loro effetti economici e sociali, ed il
ruolo del CNR (e più in generale dell’Italia)
in questo scenario. Maiani
ha ricordato che il Cnr è il principale
organismo per coordinamento della
ricerca in Italia e come tale è impegnato
a farsi interprete degli indirizzi
strategici del gorverno in materia
di ricerca scientifica.
Il sottosegretario norvegese Elisabeth
Valaas ha auspicato che l’attenzione
dei governi al ruolo strategico
delle aree polari (e dell’artico in
particolare) si traduca in un aumento
di cooperazione e in un concreto
supporto alla ricerca scientifica da
parte dei governi. Il prof. Cavarretta,
fra l’altro, ha ricordato che gli investimenti
in questo settore sono investimenti
per le future generazioni in
quanto riguardano conoscenze e
metodologie per la salvaguardia dell’ambiente
globale.
Nel corso della visita è stato firmato
un importante accordo di cooperazione
fra CNR e KB (la socetà norvegeste
di gestione della base
scientifica di ny-alesund) per la
costruzione di una torre italiana per
lo studio dei cambiamenti climatici.
La torre, in alluminio, sarà altra 30
metri e ospiterà strumentazione italiana
ed internazionale, in ambito di
specifiche cooperazioni, per l’acquisizione
di misure utili allo studio di
processi fisici chimici e dinamici
della troposfera e dello strato limite
di particolare rilievo per la comprensione
dei cambiamenti climatici.
Una torre gemella è già installata in
Antartide a Concordia. L’iniziativa,
promossa e finanziata dal Dipartimento
Terra e Ambiente, si inserisce
nelle attività del Network Polare del
CNR Polarnet e rappresenta un
significativo contributo del CNR
all’Anno Polare Internazionale. Il
coordinamento scientifico è affidato
al Dott. Vito Vitale dell’Istituto di
Scienze dell’Atmosfera e del Clima
di Bologna.
La visita, secondo le stesse parole
del sottosegretario Mantica, ha
voluto testimoniare l’importanza
della ricerca italiana. Al di là di
queste dichiarazioni, quale è l’importanza
che lo Stato italiano tributa
alla ricerca, in particolare
alla vostra attività al Polo?
I finanziamenti per la ricerca Polare,
hanno subito una drastica riduzione
a partire dal 2006. -60% per il Programma
Nazionale di Ricerca in
Antartide e -70% per l’Artico, in
netta controtendenza con quanto ha
fatto tutti gli altri paesi impegnati in
ricerche polari (tutti i principali paesi
industrializzati del mondo), soprattutto
grazie all’Anno Polare Internazionale
(2007-2008) che ha visto un
impegno straordinario in questo settore,
dal quale l’Italia è stata sostanzialmente
tagliata fuori. L’attività
che si è riuscita a svolgere è dovuta
al completamento di iniziative già
avviate in passato ed ad uno straordinario
sforzo del CNR (Diparimento
Terra e Ambiente) per garantire una
minima, ma qualificata, presenza
italiana in Artico.
Come si svolge la vita all’interno
della base?
La base artica è occupata quando vi
si devono svolgere campagne di
ricerca. Per il rimanente periodo è
vuota, come quasi tutte le stazioni
internazionali di Ny-Alesund. le
campagne di ricerca riguardano
gruppi di 3-10 persone che risiedono
in Base tutto il tempo necessario
alla ricerca, che generalmente
richiede da un mnimo di 2 settimane
ad un massimo di tre mesi. La Base
puo’ ospitare fino ad un massimo di
7 ricercatori con la loro strumentazione,
e fornisce 5 laboratori ed una
officina.

GiuseppinaAn








