
Secondo il suo produttore Giorgio Spada, Paolo Zanardi non é un animale da tastiera da pc.
Paolo deve averci a che fare da poco, ma sembra che ogni tanto ci provi davvero gusto…
G Il tuo nuovo CD è uno sviluppo di “Portami a fare un giro”, un rock-folk-cabaret, ma ogni definizione trova il tempo che lascia. Il tempo che ti sei lasciato alle spalle sei mai riuscito a ritrovarlo suonando a ripetizione la tua musica?
PZ concordo con la definizione di folk-rock-cabaret,ma solo per il primo disco,il secondo non ho ancora avuto il tempo di “digerirlo”,anche se lo considero un netto passo avanti.Il tempo,ammesso che esista,non è qualcosa che si muove in avanti o all’indietro,è piuttosto un unico pannello su cui NOI ci muoviamo avanti e indietro…quindi a volte ce lo ritroviamo alle spalle a volte è davanti a noi,passato o futuro che sia non ha importanza.
La ripetizione nella musica…purtroppo non suoniamo abbastanza dal vivo per poter parlare di routine,ti posso dire che la musica è SOLO DAL VIVO,quindi ogni volta è diversa..
G “Le profondità sono solo un trucco” (Houdini) . Preferiresti la superficie e l’evidenzia per dare una piccola scossa a questo piatto panorama musicale?
PZ E’ la morte che è solo un trucco,se ti riferisci al brano houdini,e se il panorama è piatto non è colpa mia,casomai di certa(quasi tutta)stampa musicale che continua a dargli man forte,nonché di certe (tutte) grandi case discografiche,aggiungendovene anche alcune indipendenti che continuano a farsi le loro seghe “indie” promuovendo (e facendo suonare,questo scrivilo) fenomeni musicali che durano una stagione,esattamente speculari a quelli prodotti dalle majors, seppur onesti e in buona fede…..ma è meglio lasciar perdere..
G “Quanta lunga è una notte in questa città” (Playboy). La tua essenza creativa si sviluppa non appena cala il sole?
PZ In effetti io soffro d’insonnia-si capisce dalle mie canzoni?-e tendo ad andare a letto piuttosto tardi-ultimamente alle sette otto di mattina-ma la mia escrementizia creatività non ha mai avuto orari,se proprio dovessi indicare un momento propizio direi l’ora in cui il sole sta per sorgere
G “I barboni preferiscono Roma”. Sei un barbone della tua musica?
PZ casomai è la musica ad essere “barbona”nella mia vita,visto che non ci guadagno una lira…comunque il brano è una visione notturna di una Roma piuttosto periferica , tanto autobiografica quanto visionaria,il cui testo è abbastanza incomprensibile perfino a me,dedicata al regista di un grande film sulla capitale:”L’imperatore di Roma”.
G Leggo una nota interessante nel booklet: CD registrato in un trullo. E’ un posto come un altro o ti ha dato una sensazione in più?
PZ La scelta di registrare in un trullo è stata consapevole,come saprai è una costruzione in pietra di forma conica con dei particolari riverberi naturali,che abbiamo conservato soprattutto in certe chitarre e batterie,sia io che il mio produttore adoriamo “Closer” dei Joy Division,che fu registrato in una cupola di gesso appositamente costruita..In più questo ci ha permesso di stare un mese nella campagna pugliese che amiamo molto e che ci ispira (risse a parte)..
PAOLO ZANARDI
I Barboni Preferiscono Roma
(Olivia Records) 2007
Venus Distribuzione
1. Piazza Vittorio
2. Houdini
3. Isola
4. Tatiana
5. I barboni preferiscono Roma
6. Zazerkaljie
7. Gli ultimi giorni di Pompeo
8. Lady Lazarus
9. Playboy
10. Rapina ad un distributore di benzina
11. Torpignattara Blues
12. Salsedine
13. Suite

gianni latrofa* jowa*








