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Tango: un pensiero triste che si balla

La nostalgia, la tristezza e la frustrazione sono le componenti essenziali del tango. I perchè di questi sentimenti nella musica di Buenos Aires.

Il tango, canto urbano per eccellenza è il lamento di un uomo che rimpiange una donna ed è come lo defini Enrique Santos Discepolo “un pensiero triste che si balla.

Il canto e la musica della città di Buenos Aires è, al tempo stesso, musica, testo e ballo in coppie sensuali. Tutti i grandi scrittori argentini hanno rifletutto su questa melodia perchè nei suoi ritmi e nei suoi testi si intravedono molti segreti del modo di essere argentino.

Però è stato il grande scrittore argentino Ernesto Sabato a fare l’analisi più acuta del sentimento del tango nel suo libro “Tangos, discusiòn y clave”, del 1963. Per Sabato “il tango incarna i tratti essenziali che il paese comincia ad avere: la nostalgia, la tristezza, la frustrazione… e il rancore”, perchè “all’argentino manca quell’aspetto dell’eternità che è la tradizione millenaria”.

Magari la nostalgia è legata al fatto che l’Argentina è un paese fatto da immigranti, i quali hanno provato e subito lo sradicamento ed il senso di una appartenenza a metà. D’altra parte la frustrazione è tipica del pensiero argentino dato che esiste una particolare tendenza all’esaltazione ed euforia eccessiva per dopo sprofondare nel più assoluto nichilismo. Chissà se non sia vero quello che scriveva un cronista italiano su una particolare vocazione alla rovina del popolo argentino.

I testi sono importanti quanto la musica in queste melodie di periferia come per esempio: “Voglio morire da solo senza confessione e senza Dio, crocefisso nella mia pena come abbracciato a un rancore”

Ci sono stati momenti in cui le dittature militari- frequenti in Argentina dopo quella del generale Uriburu nel 1930- hanno messo a tacere il tango. Il famoso tango “Percal” non si poteva suonare negli anni Quaranta, perchè la protagonista aveva quindici anni e questo dimostrava che era minorenne e per ciò non era ammissibile che si facesse riferimento alla prostituzione.

In un altro intervento vi parlerò sui personaggi e gli stereotipi caratteristici della musica porteña come il “compadrito”, la “milonquita”, il “figlio di papà” ed altre figure che popolano la mitologia “tanguera”.