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Diario di S. Domingo di Giampaolo Bracci I

Navigando durante i lunghi weekend d'aprile ho trovato un messaggio di Giampaolo che proponeva (a chi fosse interessato/a) di scrivere sul forum il suo diario di viaggio su Santo Domingo. Così ho avuto l'intuito di proporgli di farlo sul mio sito. E il risultato è questo: un vivacissimo diario di viaggio che ci fa addentrare nelle terre di Santo Domingo dalla mano di Giampaolo sentendo i profumi e riuscendo a cogliere passo a passo gli andirivieni quotidiani dei dominicani. Nel pubblicare il suo diario di viaggio ringrazio il bravissimo Giampaolo d'avermi dato l'occasione di ospitare il suo racconto!!! ed approfitto per fare un invito a chiunque volesse inviarmi il suo. L'avventura inizia...preparatevi a partire... il nostro bravo scrittore ci porta a spasso per le strade di Santo Domingo:

“26-Il viaggio è lunghissimo; ho notato che
tutte le volte che si va in qualche posto nuovo la strada sembra infinitamente
piu lunga. Al ritorno mi sembrerà tutto piu vicino anche se il jet-lag avrà
una durata maggiore. Scendiamo nel grigio del tramonto piovigginoso dall’aereo e
ci mettiamo in coda per ritirare con 10$ il visto di ingresso che servirà anche
all’uscita (conservarlo gelosamente!). Tutti a riempire il modulo da consegnare
al varco doganale appoggiati alla balaustra. C’è un controllo alle valige in
ingresso, qualcuno viene fermato per l’apertura. Noi siamo col portabagagli e
quindi probabilmente evitiamo la sosta. Il tragitto del portabagagli è
ingegnoso poche decine di metri dal nastro al controllo fanno pensare di
lasciare la mancia per il servizio ma dopo il controllo c’è un altro
portabagagli che si fa carico degli ulteriori 50 metri fino al portone di
accesso e qui scatta il problema della seconda mancia specialmente perché non
abbiamo pesos e la nostra valuta è sproporzionata a qualunque regalia. Ci
aspetta un pulmino che mi costerà 200P di quota parte (non ho ben capito il
costo effettivo perché la cassa comune verrà gestita senza giustificativi) ma
da successive informazioni pare che il costo ufficiale vada sui 40$ da 1 a 4
persone; un amico conosciuto sul posto mi ha chiesto 400P per il trasporto
SDomingo-Aeroporto. Si parte nel freddo del condizionatore per l’autopista Las
Americas e nel traffico caotico si raggiunge la città, la nostra sistemazione
è nel quartiere disastrato di Herrera. Parliamo del Barrio di Herrera: scende
sulla sinistra dell’aeroporto di Herrera, uno dei quartieri si chiama Buenos
Aires (tutte le indicazioni stradali sulle arterie di scorrimento sono
richiamate col nome del quartiere salvo alcuni nodi cruciali che sono noti con
nomi codificati inesistenti sulla carta es.: Nueve ( nodo tra la autopista
Duarte, Av. Kennedy, Isabella Aguiar e Pintura, nodo tra la 27 Fevrero, Isabella
Aguiar) e da qualche parte scorre una fogna a cielo aperto intensamente
costruita sulle rive. Il degrado è alto , le infrastrutture cadenti, i tombini
mancano (anche perché vengono rubati) e alcune voragini di fogna si aprono
improvvisamente nei marciapiedi, le strade sono tagliate da dossi di cemento di
un’altezza strepitosa per impedire lo scorrazzamento di auto e moto che hanno
provocato molti morti per incidente negli anni passati; l’edilizia è di
fantasia, la posizione relativa degli immobili talvolta casuale, dove possibile
ci sono dei giardinetti ridotti a cortile di allevamento animale e qualche
famiglia piu agiata ha invece giardino a verde recintato rigorosamente e
protetto. I materiali da costruzione sono al 99% foratoni di cemento con ferri
nei vuoti riempiti a cemento talvolta neanche intonacati esternamente, i tetti
di lamiera abbondano ma anche solai in cemento dove si spera in sopraelevazioni
future; quasi tutti hanno un Tinaco (deposito) sul tetto e una grossa cisterna
chiusa da un tappo di metallo quadrato standard perché l’acqua non arriva
sempre ma solo 2 volte la settimana. In cielo si snoda una selva di cavi
telefonici e elettrici cui tutti si attaccano abusivamente; le linee ad alta
tensione corrono scoperte a portata di mano dalle finestre e sono causa
frequente di incidenti mortali. L’abuso di prelievo manda in tilt la
distribuzione e le interruzioni di energia sono frequentissime tanto che in
molti hanno un generatore (planta) anche molto grosso di elettricità e passare
dalla fornitura privata a quella pubblica è una manovra ormai consuetudinaria!
Nella casa dove siamo il generatore è sul tetto del primo piano, adagiato su
una gomma da camion, e fornisce fino a 5Kw ma talvolta non funziona perché
manca il gasolio! Il tetto è quello dell’officina di falegnameria che ha poche
macchine, piccole e obsolete, arrangiate senza nessuna sicurezza nei locali
senza finestre, al massimo una apertura sul tetto coperta con una lamiera a
spiovente. Le strade del quartiere sono agitatissime, la gente occhieggia dalle
grate di ferro o vive direttamente nella strada dove improvvisa mercatini e
cucina per vendere; la razza è nera in prevalenza, di varia tonalità, le
labbra carnose, i denti sporgenti in avanti sono frequentissimi e in molti hanno
protesi vistose per la correzione (mi dicono che qui i dentisti sono bravi e
costano pochissimo!). Nella media le ragazze sono molto belle, i seni sono pieni
e, mi dicono, sodi, i glutei partono dal basso con uno stacco rapido e
arrotondano dalla parte superiore riempiendo i jeans fino a scoppiare, la vita
è spesso sottile disegnando dei corpi mozzafiato; anche i fisici sformati,
obesi e disastrati sono comuni, ma l’occhio si riempie piu facilmente con i
profili delle belle ragazze del Caribe! I colori bianchi sono una minoranza che
però esiste e sembra che la differenza di colore sia ignorata da tutti. L’età
riproduttiva è precoce; dovunque pancioni portati con disinvoltura e bambini
che scorazzano per le strade, gli stessi che più grandicelli giocano dai tetti
con degli aquiloni che sventolano nel cielo sostenuti dalla forte brezza
pomeridiana. Le temperature sono sempre intorno ai 30 gradi con qualche
cedimento notturno ma sempre tale da apprezzare un buon ventilatore (abanico).
Osservando intorno si vedono tubi che sporgono dai tetti e da cui cadono acque
di vario genere, nei rivoli lungo marciapiede (dove esiste) scorre perennemente
acqua di scarico che alimenta la fogna principale. Il rumore è costante e
assordante anche di notte, solo nel pieno della notte si può sperare in qualche
momento di tregua; motorini smarmitatti e auto (quelle dei nostri
sfasciacarrozze sono decisamente come nuove; queste hanno tutte il vetro rotto o
crettato, pare per i sassi che schizzano dalle strade disastrate, talvolta
mancano addirittura, le carrozzerie sono rugginose, forate, mancanti, le gomme
lisce e con cenni di tela sfilacciata, lo sterzo balletta vistosamente in
alcune, sintomo di una cattiva convergenza!, gli interni sono o no ricoperti dei
pannelli, le chiusure funzionano come gli alzavetri se ci sono… ,i
tergicristalli .. ma servono sui vetri sminuzzati?) sono piene di gente con la
spesa, bombole di gas, cartella da professionista e il limite di carico è
quello della capacità fisica del mezzo: 4/5 persone sui motorini, 7/8 persone
sulle auto senza parlare dei camioncini o pick-up che hanno la predilezione per
la sicurezza e l’altezza sui dossi dove l’auto di famiglia, con i suoi 243000Km
suonati, struscia il fondo, le testine dello sterzo, i supporti motore e la
carrozzeria. E’ comune trovarsi di fronte auto che vengono sulla carreggiata
opposta per tagliare in diagonale i dossi e le buche ma la pazienza dei piloti
è eccezionale e anche se le regole del traffico vengono completamente
disattese, nessuno osa protestare e anzi, c’è una sorta di aiuto a uscire da
una situazione in cui uno è entrato volutamente di forza e senza diritto. I
semafori sono consigli, la precedenza a destra una teoria, i lampeggi e i
clacson un’abitudine folcloristica, l’aria è irrespirabile per gli scarichi
oleosi o i fumi neri dei diesel. Chiusi nella macchina di famiglia si sente
fortissimo l’odore della benzina che spruzza fuori dal carburatore senza filtro;
lo spreco è giustificatissimo: la benzina costa la metà rispetto a noi! Quando
si chiede di scendere da un’auto pubblica (la fermata puo essere richiesta da
altro passeggero anche per una differenza di cento metri) si scende solo dalla
parte destra e se il carro fora o si guasta,cosa abbastanza frequente e
imbarazzante specie se in una arteria di comunicazione stando sul lato sinistro
come tutti e intralciando il traffico, si può richiedere la somma anticipata di
6P e prendere un altro carro. Non tutte le tratte costano uguale, generalmente
6P ma sulla direttrice Nueve-Indipendencia, superato Pintura chiedono 2P di
giunta; la cosa è strana perché sulla direttrice Nueve-Kennedy si traversa
tutta la città per soli 6P. Talvolta mi hanno chiesto doppia tariffa perché
sono di natura abbastanza grosso… Altro sistema di movimento sono le HONZA,
autobus pubblici grandi che percorrono tutte le grandi arterie, io ne ho provate
tre: Kennedy- 27Fevrero-Indipendencia ma ce ne sono sicuramente altre; queste
costano 3P ma se ti capita quella con aria condizionata si sale a 10P. Presi la
Honza sulla Kennedy per vedere la città e arrivai al capolinea dalla parte
della Av St Vincent de Paul. Non avendo idea di dove volevo andare e seguendo
solo la carta per orientarmi fu giocoforza finire al controllo: pare che qui non
si possa entrare e fui appellato da un militare con uno spagnolo rapido e
incomprensibile; alle mie balbettanti risposte mi fece segno di seguirlo
verso??? Menomale che il controllore con cui avevo fatto amicizia si prese la
briga di salvarmi; qui si finisce in galera anche per nulla o al minimo, i
poliziotti ti chiedono soldi per rimediare a colpe anche inesistenti. Tutte le
auto hanno solo la radio perfettamente funzionante e con casse da capogiro,
talvolta sono montati dei gruppi di casse da concerto sui cassonetti dei
pick-up, nelle guagua pubbliche manca tutto ma la cassa enorme di altoparlanti
sotto il cruscotto è sempre presente!; il volume è altissimo e la musica
ritmica del merengue e dei motivi latini un classico! Nella periferia di SD si
trovano strade immerse in una vegetazione variata: dall’altofusto al sottobosco
in un muro di verde impenetrabile, altre campagne dall’aspetto di savana
africana anche se piu verde. Le strade di comunicazione si diramano attraverso
altre piccole strade spesso sterrate verso zone cosiddette residenziali e della
cui esistenza si puo talvolta dubitare. In genere sono indicate da gruppi di
motorini che attendono di fare servizio taxi ai proprietari di ritorno col mezzo
pubblico”.
Fine I parte, l’avventura di Giampaolo continua…anche nel prossimo click…

Commenti dei lettori

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  • voyager

    11 Mar 2009 - 21:35 - #1
    0 punti
    Up Down

    quando il saggio indica la luna lo stolto guarda il dito!
    sono state pubblicate analoghe vergogne dallo stesso pellegrino vagabondo errante che dimostra come il mondo non è degno di lui.