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Diario di S. Domingo di Giampaolo Bracci II

Il Diario di Giampaolo ci porta a spasso per Santo Domingo...

27-28-I primi tre giorni partono per ambientarmi
al seguito dell’amico che fa vita di famiglia, presenta e saluta tante persone;
si fa la spesa per la famiglia e si gironzola per uffici alla ricerca di
documenti che servono alla sua compagna. Intanto imparo a muovermi e a misurare
le distanze, vedo la parte meno turistica di SDomingo ma anche panorami
splendidi dai piani alti del municipio o che altro ufficio sia. Prime esperienze
di cocco fresco bevuto con la cannuccia e mangiando la polpa fresca grattandola
con una scaglia del guscio; lo vendono correntemente dei tricicli lungo strada
per 10P e ha un sapore dolciastro che a me piace moderatamente. 29-Finalmente si
parte per una giornata al mare; SDomingo non ha spiagge, ne ho vista una nei
pressi del porto pluviale ma è una discarica a cielo aperto. Anche tutte le
strade sono delle pattumiere, l’abitudine è quella di gettare i rifiuti al
bordo dei marciapiedi e, nelle vicinanze dei venditori di succo di arancia, i
bicchieroni di polistirolo si accumulano… Sui marciapiedi si trovano, specie
nelle zone dove c’è molto traffico pedonale ( zona Duarte, Plaza Lama, il
supermarket, vicino a EL CONDE) una miriade di bancarelle che vendono di tutto e
anche friggitorie mobili. Negozi in cui si mangia (Comedor) si trovano ovunque e
la gente mangia a tutte le ore. In altre strade le baracche sono mobili,
talvolta chiuse in attesa di apertura, talvolta sparite, talvolta traboccano di
pesci fritti, pollo, maiale, salsicce, piatti in umido, stuoli di insalata
preparata a strisce colorate, frutta, piatti di pollo in umido, intingoli vari
ma molto spesso l’occhio vorrebbe la sua parte…. Gia che ci siamo ricordo
anche i carrettini che vendono canna da zucchero, altri li vendono per la strada
a sacchetti di 5/6 tronchetti lunghi 20 cm. gia sbucciata, altri la spremono con
delle macchinette e col succo fanno dei beveroni che non ho assaggiato. Torniamo
al mare: si sale sull’auto scassata di famiglia che non ha libretto di
circolazione, se ci fermano si metteranno 1000P in un documento sperando…. ,
partiamo per la Kennedy direzione ponte Mella, imbocchiamo Las Americas e
rallentando dove la strada è disastrata si arriva al casello; 15P e vai!
Scansiamo Bocachica perché non piace ai miei amici e si prosegue per JuanDolio.
La località è come Marinella di Sarzana, una stradina dietro le case lungo
mare e finalmente un varco; ci fermiamo per pagare il parcheggio 30P e ci
troviamo accanto ad un hotel turistico con qualche gruppo che fa animazione e
musica, la spiaggia è corta e deserta, le palme sul bordo e una capanna
disastrata si erge nell’acqua a 20 metri. L’acqua è caldissima anche perché il
fondale è di 30 cm. E non si può neanche nuotare, la barriera finisce lontano,
cerco di raggiungerla ma mi becco un riccio e al ritorno una pinzatura… si
comincia male! Mentre si passa il tempo passeggiando sulla spiaggia deserta e
riposando sulla sdraio affittata dal parcheggiatore che ha anche l’albergo
disastrato dall’ultimo ciclone, si avvicinano due cavalleggeri; i cavalli sono
minuti e i negretti gesticolano indicando i cocchi sopra di noi. Il mio amico
che sta facendo delle riprese TV, vispo come una volpe, pensando che i locali
vogliano essere ripresi si eccita e afferma… uno dei due si lancia all’attacco
della palma, stacca due o tre cocchi, riscende, ce li apre e l’altro propone di
salire a cavallo. La compagna col fratello saltano sopra le selle e partono per
50 metri di passeggiata; al ritorno i due poveri negretti fornitori di servizi
on the beach chiedono 350P ma il mio accompagnatore ci resta male, come?, non vi
basta la ripresa TV? Contrattando selvaggiamente gli ruba 220P e chiude
l’episodio; per fortuna la ripresa non è venuta, una specie di nemesi. 30-Il
giorno dopo sono scottato, non gravemente ma…il sole del Caribe pizzica! Si
gironzola nel barrio e si fa visita alla famiglia di un fratello. Si prende una
diramazione della strada principale che scende a nord, la strada è senza
sfondo. Sulla fine si trovano delle gradinate che finiscono contro una baracca
che sul davanti, a circa un metro, ha una rete. Seguiamo il corridoio e
salutiamo una vecchietta che staziona sul muretto della rete, la scansiamo
proprio perché non c’è spazio, si segue un percorso tortuoso di qualche decina
di metri fino a incrociare una fogna a cielo aperto con acqua ruscellante, si
risale e si imbocca un’altra strada, onestamente ho perso l’orientamento, si
sale ancora e si ridiscende per delle scalette poco piu larghe di un metro lungo
una costruzione. Lungo questa “strada” si incontra una baracca di 30
metri quadri ( forse meno!) con le pareti di legno e il tetto sopraelevato
rispetto alle stesse in lamiera. Nell’interno non ci sono porte ma teli, una
cucina con la sua porta esterna si intravede sulla sinistra, avanti a sinistra
una camera mentre l’ingresso dove siamo da nel salotto. Beviamo acqua fresca,
l’unica potabile arriva con dei bottiglioni, quelli dei dispenser nei film
americani che ora cominciano a diffondersi anche da noi, e poi decidiamo di
visitare un’altra abitazione. Questa si trova a circa 15/20 Km. fuori Domingo.
Prendiamo un’auto ( carro) sulla Isabella Aguiar, scendo dove mi dicono e
risaliamo su un pulmino ( guagua) per fare il tratto piu lungo. Scendiamo in
mezzo al mondo dove parte una strada sterrata in salita, i soliti motorini taxi
aspettano all’imboccatura ma andiamo a piedi e ci troviamo in mezzo alla
campagna con tante casette di muratura o di legno e colmadi ( negozi di
alimentari) o bar o attività costruiti qua e la lungo la strada. Noi siamo in
una costruzione pulita a un piano, davanti una capanna dello Zio Tom di legno
col patio, la sedia a dondolo e la negrona col bimbo in collo. Altre strade si
dipartono verso la campagna piena di banani, manghi ecc.. La zona è collinare e
ci sono un sacco di solares ( 15mtX15mt) recintati a filo spinato in vendita,
quello di testa alla collina, dove finisce la strada, in genere è gia
costruito, ci sarà un motivo di questa predilezione. Di zone in costruzione è
pieno, anche in luoghi fortemente trafficati. Come in Egitto lungo mare alcuni
quartieri hanno l’accesso alla viabilità esterna comune a tutte le abitazioni e
la viabilità interna risulta privata, limitata da dossi. Tutte le abitazioni
hanno grandi grate di protezione a tutte le aperture e spazi vitali. Mentre
siamo in visita riceviamo un invito per cena. Saliamo tutti e 8 nella macchina
del padron di casa e ci spostiamo in una zona simile a circa 15 KM. Intanto si
è fatto buio, arriviamo davanti ad una casetta di legno, nel patio c’è posto
per due poltroncine, ci sistemiamo sulla strada sterrata su altre sedie e
cominciamo la festa a base di birra e rhum. SDomingo è patria del combattimento
di galli, ogni spesso, in ogni paese per lo meno, si trovano delle capanne tonde
con le pareti di muratura che finiscono con la rete fino al soffitto conico nel
cui interno si fanno i combattimenti. Gli amici degli amici hanno due galli, li
prendono e li aizzano per farci vedere come può essere lo spettacolo: le due
bestie sono completamente pelate tranne sulle ali e la schiena. Appena si sono
viste hanno aperto le piume del collo e hanno cominciato a tentare di colpirsi
con le zampe ma i proprietari li hanno subito rimessi nella stia… hanno un bel
valore qui! La cena è a base di anatra, mi dicono che è in umido ma sembra
lessa, il contorno 4 banane lesse che sanno di patata ma in peggio e quando
comincia a piovere alle 22 si ritorna a casa. La pioggia è forte e quasi tutti
i giorni arriva una spruzzata ma pare che il mese precedente sia stato secco.
Quando piove nessuno si preoccupa, tutti continuano a bagnarsi in motorino e non
molti hanno un impermeabile a disposizione. Purtroppo ci sono state delle
incomprensioni tra di noi, i rapporti sono tesi e incerti. 31-Segue un’altra
giornata di incertezza sui programmi che prevedevano grandi esplorazioni del
nord e del sud-est ma non si concludono ancora; smanio ma mi adeguo e continuo a
gironzolare per la zona. 1-Al mattino successivo la dimostrazione pratica dei
malumori della sera prima: improvvisamente manca il posto letto in casa! Buttato
fuori dalla mattina alla sera confido nell’esperienza dei parenti, con i quali i
rapporti sono buoni, per una sistemazione e mi rimetto all’esperienza pregressa
del mio accompagnatore che, a parole, sembra bendisposto. La soluzione proposta
consiste in un appartamento in affitto a qualche strada di distanza e per una
serie di incomprensioni finisce che mi devo comprare pure una branda! La
giornata passa nel marasma logistico con l’unico vantaggio di aver conosciuto
nel frattempo un italiano trasferito in pianta stabile in Herrera. Oggi è il 2
Aprile e finalmente farò il turista; accompagnato da una signora locale
scoprirò i misteri del trasporto su carro e su guagua. Partiamo con la prima
verso il Nueve, prendiamo una guagua per il centro e scendiamo alla plaza del
monumento altare della patria. Qui si diparte la strada pedonale piu importante
della città, attraversiamo tutta la zona coloniale e successivamente giriamo
per tutti i vicoletti fino alla casa di Colombo, porto fluviale, chiesa
diroccata di SFrancesco, pausa pranzo e puntatina sul viale a mare fino al
ritorno all’altare della patria ( si entra solo decentemente vestiti). Non sono
sicuro di aver capito quali mezzi prendere per arrivare da Ovest a Est ma mi
riprometto di ritentare! 3-La mattina successiva si parte con auto di proprietà
(una Nissan scassatissima) in 5 per il Nord, direzione Moncion. Il panorama è
abbastanza ripetitivo: boscaglie impenetrabili di verde a parete dal bordo
strada alla cima degli alberi, campi di riso, coltivazioni di banani, villaggi
tutti uguali per architettura e colori, fino ad arrivare in collina con una
temperatura gradevole, meno traffico e, mi assicurano, meno problemi di
delinquenza. Alla capitale tutti indistintamente mi mettevano in guardia dal
pericolo dei “ladrones” e mi diffidavano dal passeggiare di notte da
solo; tutti i magazzini o gli esercizi a rischio hanno un guardiano notturno
armato di un fucile a pompa di calibro 12 con impugnatura a pistola e vistosa
cartucciera a bandoliera sulla spalla, lo stipendio medio è di circa 3000P e
alla messa serale del sabato Santo gli officianti hanno tenuto una lunga omelia
indirizzata al fatto che ammazzare per rapina i gringo, come avevano fatto nella
settimana a SDomingo, era una cosa da NON fare! Ospiti di una famiglia agiata
del paese siamo stati trattati con tutte le specialità culinarie tra cui il
sancoccio ( brodaglia di banane, buon pane ( frutto), carne di maiale, pollo,
riso di contorno), banane caramellate, carne secca fritta e altri piatti
abbastanza simili ai nostri. Ci informiamo sull’economia locale e scopro che un
funzionario arriva a 10.000P, che molti lavorano al nero e quindi ci sono dei
problemi assistenziali per la terza età enormi, che la tassazione è forfetaria
sul fatturato, iva al 12% e la pagano sole le grosse aziende. 4- Prima di
tornare stupidamente indietro si va a vedere il rio che alimenta la diga di
Moncion. La strada è dissestata e ci vuole una mezz’oretta con un camion
perché l’auto non è adatta. Saliamo nel cassone e ci avviamo per una strada di
campagna che sale e scende; attraversiamo un pueblo di casette di legno su
palafitte dove non arriva ne luce ne acqua ma è densamente abitato e, al
ritorno dal bagno nel bel rio, incontriamo anche le scolarette che tornano da un
lungo viaggio. Si riconoscono dall’uniforme della scuola pubblica che è uguale
per tutte, gonna cachi e camicetta azzurra; esiste un servizio di trasporto
pubblico ma in molti casi ne abbiamo trovati tanti a piedi in luoghi
lontanissimi dall’abitato. Qualche capanna mostra sul tetto un pannello solare
per caricare la batteria che dovrebbe consentire quel minimo di luce nelle ore
buie, altri mostrano bei lumi a petrolio che da noi cominciano a trovarsi con
difficoltà”.
Fine II parte, dell’avventura di Giampaolo