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La vita è meravigliosa

Probabilmente è il capolavoro di Frank Capra, certamente uno dei film più belli e amati usciti dalla fucina americana, sostenuto da una magistrale interpretazione di James Stewart.

La storia è molto semplice: George Bailey per tutta la sua vita rinuncia a qualche cosa pur di servire gli altri.
Da bambino salva il fratello caduto in uno stagno ghiacciato, ma prende un’otite che lo rende sordo da un orecchio. Da giovane rinuncia alla laurea per restare nella sua cittadina e fare andare avanti la società fondata dal padre per fornire case ai meno abbienti.
E così, di rinuncia in rinuncia, George tira avanti; si sposa, va ad abitare in una vecchia casa umida, ha tre figli.

Ma ecco che lo zio che lo aiuta. Perde ottomila dollari che vengono trovati dal perfido finanziere Potter. Questi non restituisce la somma e spinge così George al suicidio.

È la notte di Natale e George si avvia verso il fiume per gettarsi nelle sue acque turbinanti. Ma arriva dal cielo un angelo che per convincerlo a non uccidersi gli fa vedere cosa sarebbe successo se lui non fosse mai nato.

La città sarebbe in mano al perfido Potter, nessuna casa per i meno abbienti sarebbe mai stata costruita, sua moglie sarebbe rimasta zitella, sua madre sarebbe ridotta a gestire una pensione, suo fratello, morto da bambino perché George non avrebbe potuto salvarlo, non avrebbe a sua volta potuto salvare duemila uomini durante un’azione bellica che gli ha fruttato la massima onorificenza militare.

George si convince che la vita è meravigliosa e torna ad affrontare le sue responsabilità. Nel frattempo la popolazione della cittadina ha raccolto gli ottomila dollari per aiutare George che ha sempre aiutato tutti. In uno straordinario finale, allegro e patetico insieme, il film si chiude con il suono di un campanello.

È l’angelo custode che, compiuta la missione, ha ottenuto da Dio le ali, diventando angelo di prima categoria.

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