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Quarta apparizione 22 settembre 1655

Nell’anno 1655 infuriò la peste in tutto il regno di Napoli. Foggia quasi spopolò e la morte nera mietò spietatamente anche tra gli abitanti del monte Gargano.

Fu grande pericolo per Manfredonia e Monte S. Angelo. IL vescovo Mons. Giovanni Alfonso Puccinelli, constatava l’inefficienza dei mezzi umani, ricorse alla potentissima protezione e intercessione di San Michele Arcangelo. Si recò perciò in devoto pellegrinaggio penitenziale con il clero e con il popolo alla Sacra Grotta. Dopo lunghe preghiere, lacrime allo spuntare dell’alba del 22 settembre il Presule vide apparire l’arcangelo in un abbagliante splendore e disse al vescovo:

Sappiate o pastore di anime, che io stesso ho impetrato dalla SS trinità che chiunque adopererà con vera devozione i sassi della mia grotta allontanerà dalla sua casa, dalla città e da qualunque luogo la peste.Narrate a tutti questa grazia divina Voi Benedirete i sassi scolpendo su di essi il segno della croce in mio nome.

A perpetua memoria di questo nuovo prodigio, e per perenne gratitudine a San Michele il popolo di Monte S. Angelo eresse un obelisco sull’antica piazza della città che ancora oggi esiste a ricordo di questo fatto storico con la seguente iscrizione: “Al principe degli angeli vincitore della peste patrono e tutelare monumento di eterna gratitudine Alfonso Pulcinelli”

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