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L'angelo della resurrezione dei giusti

Siamo alla fine della formidabile e terribile narrazione dell'Apocalisse: lo scenario ancora cupo, lascia intravedere barlumi di luce. I poveri e gli umili banchettano con le carni dei potenti, gli angeli mettono le catene al male e i giusti risorgono. Da questo brano prenderà spunto anche il cantico delle Creature

di San Francesco d’Assisi, quando dirà che ‘la morte secunda’ non può far del male ai poveri e gli umili che hanno vissuto e sono morti nella volontà di Dio.

E’ una pagina di grande speranza, in cui gli angeli appaiono come coloro che riportano le anime alla vita eterna.

Allora l’angelo mi disse: «Scrivi: Beati gli invitati al banchetto delle nozze dell’Agnello!». Poi aggiunse: «Queste sono parole veraci di Dio». Allora mi prostrai ai suoi piedi per adorarlo, ma egli mi disse: «Non farlo! Io sono servo come te e i tuoi fratelli, che custodiscono la testimonianza di Gesù. È Dio che devi adorare». La testimonianza di Gesù è lo spirito di profezia.
Poi vidi il cielo aperto, ed ecco un cavallo bianco; colui che lo cavalcava si chiamava «Fedele» e «Verace»: egli giudica e combatte con giustizia.

Vidi poi un angelo, ritto sul sole, che gridava a gran voce a tutti gli uccelli che volano in mezzo al cielo: «Venite, radunatevi al grande banchetto di Dio. Mangiate le carni dei re, le carni dei capitani, le carni degli eroi, le carni dei cavalli e dei cavalieri e le carni di tutti gli uomini, liberi e schiavi, piccoli e grandi».
Vidi allora la bestia e i re della terra con i loro eserciti radunati per muover guerra contro colui che era seduto sul cavallo e contro il suo esercito. Ma la bestia fu catturata e con essa il falso profeta che alla sua presenza aveva operato quei portenti con i quali aveva sedotto quanti avevan ricevuto il marchio della bestia e ne avevano adorato la statua. Ambedue furono gettati vivi nello stagno di fuoco, ardente di zolfo. Tutti gli altri furono uccisi dalla spada che usciva di bocca al Cavaliere; e tutti gli uccelli si saziarono delle loro carni.

Vidi poi un angelo che scendeva dal cielo con la chiave dell’Abisso e una gran catena in mano. Afferrò il dragone, il serpente antico - cioè il diavolo, satana - e lo incatenò per mille anni; lo gettò nell’Abisso, ve lo rinchiuse e ne sigillò la porta sopra di lui, perché non seducesse più le nazioni, fino al compimento dei mille anni. Dopo questi dovrà essere sciolto per un po’ di tempo. Poi vidi alcuni troni e a quelli che vi si sedettero fu dato il potere di giudicare. Vidi anche le anime dei decapitati a causa della testimonianza di Gesù e della parola di Dio, e quanti non avevano adorato la bestia e la sua statua e non ne avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano. Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni; gli altri morti invece non tornarono in vita fino al compimento dei mille anni. Questa è la prima risurrezione. Beati e santi coloro che prendon parte alla prima risurrezione. Su di loro non ha potere la seconda morte, ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo e regneranno con lui per mille anni.

Gli Angeli della resurrezione dei giusti sono coloro che hanno custodito le anime delle donne e degli uomini che hanno sofferto ingiustizia sulla terra e che finalmente sono consolati.
E’ l’avverarsi delle Beatitudini annunciate da Gesù, ciò per cui preghiamo.
Tu hai detto che i poveri in spirito

avranno il regno dei cieli:

manda a noi l’angelo della povertà interiore.

Tu hai detto che gli afflitti saranno consolati:

mandaci un angelo che consoli i nostri giorni.

Tu hai detto che i miti erediteranno la terra:

mandaci l’angelo della semplicità.

Tu hai detto che gli affamati di giustizia

saranno saziati:

mandaci un angelo che rende giuste le nostre coscienze.

Tu hai detto che i misericordiosi troveranno misericordia:

mandaci l’angelo del tuo amore.

Tu hai detto che i puri di cuore vedranno Dio:

manda a noi l’angelo dell’innocenza.

Tu hai detto che gli operatori di pace saranno chiamati figli di Dio:

mandaci l’angelo che dona un nome nuovo.

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