Angelo Branduardi 
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Sotto il tiglio
Puo' una poesia generare una poesia? Sembra di si. Ispirata a una ballata di Walther von der Vogelweide (1140-1238), questa canzone ne coglie l'essenza ma non solo: ne trae linfa preziosa per una metafora straordinaria sull' Amore, da un'antica usanza indiana del matrimonio degli alberi.
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Il giocatore di biliardo
Può il tappeto verde del tavolo da biliardo diventare un luogo pittoresco e suggestivo? Certo, se le parole di Giorgio Faletti danzano tra note di Branduardi.
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Vola
Rilassatevi un attimo, prendetevi il vostro tempo, e una cuffia. Inserite questa canzone, incisa nel 1981, e chiudete gli occhi: Pronti per il decollo?
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Lentamente
Qual è la parola più usata nelle canzoni? Facile rispondere, è "amore". Angelo canta anche di amori e di passioni, eppure non usa quasi mai questa parola. Ecco un'eccezione.
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Vanità di vanità
Bel coraggio ha avuto Branduardi ad andarsene in giro proponendo questa canzone... perchè un conto è scriverla per la colonna sonora di un film, un altro è inserirla nelle compilation e nelle scalette dei concerti... eppure...
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Ch'io sia la fascia
"Ch'io sia la fascia che la fronte ti cinge, così vicina ai tuoi pensieri". Inizia così questa canzone tratta da una poesia dei Pellerosse del Nuovo Messico, si canta dell'amore cerebrale, vero, ma anche di sangue, di passione pura fatta d'istinto.
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La lepre nella luna
Questa è una favola, una storia di amicizia e di tradimenti. Quando alla spensieratezza e all'allegria si sovrappongono gli interessi e la corsa al successo. La triste metafora di 3 amici: una lepre una volpe ed una scimmia che si vogliono bene e si divertono, finchè un giorno...
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Il marinaio
"Marinaio" ed è subito un richiamo a posti lontani, a lunghi viaggi... ma anche a promesse mai mantenute, ad amori sospesi in ogni porto... Non è così il marinaio cantato da Branduardi, attraverso gli occhi di un'attesa e ad una delle sue melodie più suggestive.
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Il disgelo
Sembrava non dovesse finire mai. Cinque anni come un lunghissimo inverno di dolore e disperazione. Chi si é salvato, si é guardato intorno, ha raccolto cio' che restava del suo povero mondo sconquassato e ha custodito dentro di sé il ricordo di un giorno finalmente nuovo, come un agognato disgelo.
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Il viaggiatore
"Desiderio inesprimibile" nei versi di Whitman; "marea che ruba il sonno" in quelli di Luisa Zappa Branduardi, ma per entrambi un unico, irrefrenabile, impulso che chiede di essere assecondato. Lo avverte il viaggiatore, quando sopraggiunge l'ora di ripartire.
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Michelangelo Gargiulo








