
“…Quando era stato respinto il mio
disco di prova senza nemmeno conoscerlo scrissi a Paul e con mia grande sorpresa
lui arrivò in Italia e cominciò a insegnarmi. Mi insegnava tutto, giorno e notte
in quanto lui per sua abitudine non dormiva mai. E’ un uomo strano,
geniale, a suo modo religiosissimo. Mi ricordo che una volta avevamo
smontato il pianoforte e ci eravamo messi a suonare con le dita dentro. Dopo un
po’ Paul si era fermato, mentre io avevo continuato a suonare da solo per venti
o trenta minuti; quando mi voltai vidi che era commosso: « Tu hai il dono, mi
disse, un dono appena nato, di parlare agli uomini e agli animali. Io sono qui
soltanto per aiutarti a coltivarlo. Tutto quello che io ti dico e ti insegno, tu
devi ascoltarlo e poi scordarlo, perché io ti posso dare solo delle cose che tu
hai già dentro ». Era come se lui sapesse più di me che cosa sentivo io. Così,
fra me e lui, si era creato un rapporto da bottega artigianale,
da sacerdote e allievo. Di fatto, se la mia musica è quella che è, lo devo in
buona parte a Paul… “.
Angelo Branduardi
FONTE:
“Canzoni” di Giampiero Comolli ed. LatoSide 1979.
Pagg. 71-72
Albums: Branduardi ‘74
- Branduardi ‘81

Michelangelo Gargiulo








