1° Aprile 1965

"1° Aprile 1965", questo è il titolo di una canzone che appare nell'album "Pane e rose" del 1988. Il testo è tratto dall'ultima lettera di Ernesto Che Guevara ai genitori ...

Ecco la lettera originale di Che
Guevara
scritta ai genitori praticamente pochi giorni prima di essere
ucciso, con il testo originale in spagnolo, e dalla quale Angelo ha tratto
la sua canzone molto bella e suggestiva. Ancora una volta Branduardi
evita qualsiasi connotazione politica
soffermandosi
sull’aspetto umano di questo personaggio diventato un simbolo
della rivoluzione cubana e forse l’ultimo eroe
moderno
.

LETTERA  DEL “CHE” AI GENITORI

Cari
vecchi,

una volta
ancora sento i miei talloni contro il costato di Ronzinante: mi rimetto in
cammino con il mio scudo al braccio.

Sono passati
quasi dieci anni da quando vi scrissi un’altra lettera di commiato. A quanto
ricordo, mi lamentavo di non essere un miglior soldato e un miglior medico.   … Nulla è cambiato essenzialmente,
salvo il fatto che sono molto più cosciente, il mio marxismo si è radicato e
depurato. Credo nella lotta armata come unica soluzione per i popoli che lottano
per liberarsi, e sono coerente con quello che credo. Molti mi diranno
avventuriero, e lo sono; soltanto che lo sono di un tipo differente: di quelli
che rischiano la pellaccia per dimostrare la loro verità.

Può darsi
che questa sia l’ultima volta, la definitiva. Non cerco la morte ma rientra nel
calcolo logico delle probabilità. Se così fosse, eccovi un ultimo
abbraccio.

Vi ho molto
amato, ma non ho  saputo esprimere
il mio affetto; sono, nelle mie azioni, estremamente drastico e credo che a
volte non abbiate capito. Non era facile capirmi, d’altra parte: credetemi
almeno oggi. Ora, una volontà che ho educato con amore di artista, sosterrà due
gambe molli e due polmoni stanchi. Riuscirò.

Ricordatevi,
ogni tanto, di questo piccolo condottiero del secolo XX. Un bacio a Celia, a
Roberto, a Juan Martin e a Pototin, a Beatriz,  a tutti. A voi un grande abbraccio di
figliol prodigo e ostinato.

Ernesto

 
Queridos viejos:

Otra vez siento bajo mis talones el costillar de
Rocinante, vuelvo al camino con mi adarga al brazo.

Hace de esto casi diez años, les escribí
otra carta de despedida. Según recuerdo, me lamentaba de no ser mejor soldado y
mejor médico; lo segundo ya no me interesa, soldado no soy tan malo.

Nada ha cambiado en esencia, salvo que soy
mucho más consiente, mi marxismo está enraizado y depurado. Creo en la lucha
armada como única solución para los pueblos que luchan por liberarse y soy
consecuente con mis creencias. Muchos me dirán aventurero, y lo soy, sólo que de
un tipo diferente y de los que ponen el pellejo para demostrar sus verdades.

Puede ser que ésta sea la definitiva. No
lo busco pero está dentro del cálculo lógico de probabilidades. Si es así, va un
último abrazo.

Los he querido mucho, sólo que no he
sabido expresar mi cariño, soy extremadamente rígido en mis acciones y creo que
a veces no me entendieron. No era fácil entenderme, por otra parte, créanme,
solamente, hoy. Ahora, una voluntad que he pulido con delectación de artista,
sostendrá una piernas fláccidas y unos pulmones cansados. Lo haré.

Acuérdense de vez en cuando de este
pequeño condotieri del siglo XX. Un beso a Celia, a Roberto, Juan Martín y
Patotín, a Beatriz, a todos. Un gran abrazo de hijo pródigo y recalcitrante para
ustedes.

Ernesto

Dipinto: “Horse and Train”  (1954)
- Alex  Colville (1920 - )

Album:”Pane e rose”
-1988

 

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Pubblicato il 26 febbraio 2005 in: Canzoni

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