
L’ultima confessione è di una donna indulgente verso le proprie scelte amorose. Si dedicava all’amore fisico, nella consapevolezza di non poter essere contraccambiata nell’amore spirituale.
Nella seconda parte del testo, pero’, l’io poetico femminile colloca nel futuro, forse anche oltre la morte, le soddisfazioni spirituali di un amore negato fino a quel momento: La nudità dello spirito supererà quella del corpo e nessuno oserà interrompere tanta beatitudine.
Alessandra Mazzucco
Ultima Confessione
Quale gaio ragazzo mi piacque di più
Fra quanti giacquero con me?
Rispondo che davo la mia anima
E che amavo soffrendo,
Ma ebbi grande piacere da un ragazzo
Che amavo per il corpo.
Slacciandomi dalle sue braccia ridevo
Pensando che il suo ardore
Gli figurava che donassi l’anima
Solo che i nostri corpi si toccassero,
E sul suo petto ridevo pensando
Quanto la bestia dava all’animale.
Io davo cio’ che davano altre donne
Che escono dai vestiti,
Ma quando quest’anima, via il corpo,
Andrà nuda con nudo,
Chi l’ha trovata vi troverà
Cio’ che nessuno conosce.
E darà il suo e prenderà il suo
E si regolerà nel suo diritto;
E benchè amata nella sofferenza,
Stretta e aderente gli si attaccherà
Che non vi sarà uccello del mattino
Che ardirà estinguere quella delizia.
William Butler Yeats
Testi consultati: “La scala a chiocciola e altre poesie” W.B.Yeats
A cura di A.L.Johnson e A.Marianni Ed. BUR
Dipinto: “Due figure”, 1921 ca.- Felice Casorati (1883-1963)

Michelangelo Gargiulo








