"Ai cuddos", con i Tenores di Neoneli e Luciano Ligabue

Una voce dolce e "pulita" come quella di Branduardi, l'altra rauca e "sporca" del grande rocker emiliano. Un contrasto che deve avere convinto il gruppo sardo dei Tenores di Neoneli a farli cantare insieme. Vibrazioni e chiaroscuri per questo Inno sardo, e nel testo la storia di un popolo...

I Tenores di Neoneli produssero nel 2000 questo Album intitolato “Barones”. Al disco parteciparono artisti come Elio delle storie tese, Francesco Guccini, Francesco BacciniLuciano Ligabue,  e naturalmente Angelo Branduardi.
Dalle note di copertina si legge: Il testo delle canzoni del Cd è tratto dal componimento popolare sardo intitolato “S’Innu de su patriotu sardu a sos feudatarios”(L’Inno del patriota sardo contro i feudatari) scritto nel 1796 da Francesco Ignazio Mannu di Ozieri….I tenores di Neoneli incidono tutte le strofe dell’inno, con diverse soluzioni musicali e con collaborazioni prestigiose, come non era ancora successo…
“A chi levò la voce per la natia contrada , a chi strasse la spada  per la causa comune volean cinger di fune il collo: od i meschini siccome Giacobini volevan massacrare…” Inizia così la strofa n° 29 dell’Inno antifeudale e antipiemontese, cui versione poetica in italiano è di  Sebastiano Satta (1867-1914), versi poi adottati e adattati dai Tenores di Neoneli.
Canti di rivolta che sono quasi sempre canti per la libertà.
 
 
CD: Tenores di Neoneli - “Barones”, casa discografica Aspirine Music, 2000.

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