
Dal momento in cui Francesco scelse di abbandonare la propria casa ed ogni ricchezza, si unirono rapidamente a lui altri giovani conquistati dall’impeto delle sue parole e dei suoi gesti. Si trattava di uomini singolari, dal forte rigore morale, capaci di staccarsi da qualunque sicurezza per abbracciare una forma di vita improvvisata, senza alcuna tradizione e decisamente incerta. Inizialmente, la reazione della gente non fu del tutto benevola verso tali stranezze: qualcuno considerava quei ragazzi cenciosi, sempre pronti a lodare Dio, alla stregua di fanatici o di pazzi, c’era chi li derideva, chi li malmenava. Eppure, la mancanza di reazioni e la serenità in un modo di vivere tanto austero, turbava e incuriosiva le persone, che alla fine ne venivano attratte.
Dopo pochi anni di vita in comune e raggiunto l’emblematico numero di dodici, il Santo e i suoi compagni, sentirono la necessità di un riconoscimento ufficiale. Francesco prese il Vangelo, ne stacco’ parecchi versetti disponendoli in modo da formare una Regola, poi raduno’ alcuni compagni e si diresse verso Roma.
Innocenzo III, Papa in quell’epoca, era un uomo di grande cultura che aveva contribuito a restituire alla Chiesa santità e prestigio politico. Quando vide davanti a sè la misera delegazione di giovani vestiti con rozze tuniche e una proposta di vita difficilissima da attuare, li allontano’. Durante la notte, pero’, sogno’ una palma che cresceva rigogliosa ai suoi piedi e una voce che la identificava con il poverello ricevuto il giorno precedente. Francesco fu richiamato in S.Pietro. L’assoluta consacrazione alla povertà e ad una vita tanto aspra era pero’ davvero troppo difficile da approvare: Innocenzo III congedo’ Francesco dicendogli di pregare affinchè Dio manifestasse la sua volontà. Dio la manifesto’ dopo qualche giorno. Il Pontefice fece un altro sogno: la Basilica di S.Giovanni in Laterano crollava spaventosamente, ma ecco il poverello di Assisi assumere proporzioni sempre più gigantesche, tanto da sostenere la costruzione sulle sue spalle. Il Papa capi’: “Dio voleva servirsi di quell’Uomo per restaurare la sua Chiesa minacciata dagli eretici e dalla cattiva condotta dei cristiani.” Fu cosi’ che Papa Innocenzo III approvo’ la Regola di S.Francesco.
N.B.
Il testo della Regola approvata oralmente da Innocenzo III è andato perduto.
Nel 1223 fu approvata una nuova Regola definita Bollata, in quanto convalidata dal sigillo pontificio.
Alessandra Mazzucco
Testi consultati: “Vita di un uomo: Francesco d’Assisi” C.Frugoni Ed. Einaudi
“Vita di S.Francesco d’Assisi. Lo sposo di Madonna Povertà” A.Iacovelli Casa Edit. Francescana
Dipinto: Giotto - Il sogno di Innocenzo III

Michelangelo Gargiulo








