
Questa è una favola, la favola di un vecchio uomo che,
nel sogno, vorrebbe diventare farfalla, leggera, libera e giovane. O forse
no, forse è la favola di una farfalla che vorrebbe trovare, per quel poco
tempo che ha per vivere, anche la possibilità di addormentarsi, e
sognare.
Questa storia ha origini antichissime, addirittura il quarto secolo
Avanti Cristo, nella Filosofia Taoista dell’antica Cina di
Confucio: “Una volta Chuang-Tzu sognò d’essere una
farfalla: era una farfalla perfettamente felice, che si dilettava di seguire il
proprio capriccio. Non sapeva d’essere Tzu. Improvvisamente si destò e allora fu
Tzu, gravato dalla forma. Non sapeva se era Tzu che aveva sognato d’essere una
farfalla o una farfalla che sognava d’essere Tzu. Eppure tra Tzu e una farfalla
c’è necessariamente una distinzione: così è la trasformazione degli esseri.
“ (dal Libro I cap. II - § 18, di
Chuang-Tzu )
A volte si spera di vivere la vita di
un altro, di chi si ritiene migliore di noi stessi o comunque diverso, eppure è
solo apparenza perchè proprio colui che ammiriamo a sua volta vorrebbe essere
specchio di noi stessi. Questo è anche il senso della foto in bianco e nero di
Cesare Monti che appare come commento a questa canzone,
nell’album “Alla fiera dell’est“: Un uomo qualunque che sembra
ammirare in TV il Vip, il Leader, non sapendo che dietro quel personaggio
forse si nasconde una miseria e un malessere ben più grave di quella
materiale e quotidiana di un uomo semplice, che però è capace di
sognare.
Album: “Alla Fiera
dell’Est” - 1976
Dipinto: “Il sogno e la
realtà” - Gelsomina De Maio

Michelangelo Gargiulo








