Ch'io sia la fascia

"Ch'io sia la fascia che la fronte ti cinge, così vicina ai tuoi pensieri". Inizia così questa canzone tratta da una poesia dei Pellerosse del Nuovo Messico, si canta dell'amore cerebrale, vero, ma anche di sangue, di passione pura fatta d'istinto.

Che i Pellerossa
fossero un popolo guerriero, questo lo si sapeva, ma che fossero anche dei
passionali in amore, questo può risultare sorprendente ai più,
oltretutto qui si canta dell’amore fisico ma che non sfocia mai nella semplice
constatazione di un rapporto meccanico, anzi, vengono coinvolti tutti
i settori emotivi e sensoriali innescando in questo modo una carica di
erotismo
per niente volgare o scontata.
 
Eros e
Thanatos
si rincorrono, “Ch’io sia il grano di mais frantumato dai
tuoi denti selvaggi
“:  Si evidenzia il completo stato di
dedizione quasi sacrificale dell’amante nei confronti della sua
donna e di nuovo, ecco riversarsi in una potente immagine erotica e passionale:
Ch’io sia al tuo collo turchese, caldo della tempesta
del tuo sangue
.” per poi scivolare tra le dita di lei, come la lana del
telaio, quasi come inconsapevole ricerca di una via di fuga. Ma a questo
punto è la donna a sentirsi coinvolta da questo innesco, o
meglio, è il desiderio e speranza dell’uomo: “C’io sia il tuo sogno
notturno, quando nel sonno parli e gemi
“. Notevole.
 
Album: Angelo Branduardi
- 1974

           
Altro ed Altrove - 2003

 
 
Dipinto: “Ragazza che esprime
un desiderio” - Mauro Massaro

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Pubblicato il 12 maggio 2005 in: Canzoni

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