
Il grande cortile del belvedere
di San Leucio era gremito di persone, almeno 4000, secondo
l’organizzazione del “Leuciana festival”. Verso le 10 ha inizio
il concerto: entra La NCCP e partono subito con una
villanella (una forma di canzone popolare) del ‘500.: “Voccuccia de’ nu
pierzeco” (Boccuccia di una pesca). Inizia la prima sorpresa:
Fausta Vetere chiama dalla platea un vecchio compagno, un
componente storico della NCCP , Patrizio Trambetti, il quale, .
insieme a Marcello Colasurdo, improvisserà un spettacolo nello
spettacolo; inizia con una “tammuriata” accompagnato solo dalla voce…I primi
brividi.
Angelo da dietro le quinte ascolta molto interessato e preso e
quando Corrado Sfogli lo chiama, subito si unisce al gruppo
cantando con Fausta Vetere e Gianni Lamagna
“Pesce do’ mare”. Segue una bellissima versione de “Il
canto dei Sanfedisti” un altro pezzo storico del gruppo, e anche qui
Branduardi improvvisa con Marcello Colasurdo e Gianni Lamagna un inedito
trio di voci molto particolare ma accattivante, in un ritmo sempre più frenetico
che sfocia in una danza a due
tra Fausta e Marcello, ormai il pubblico
è in delirio e lo stesso Angelo rimane un po’ impacciato ma
divertito dalla vulcanicità di Colasurdo. Il concerto continua senza
Angelo in un crescendo di ritmi e colori davvero coinvolgente.
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La seconda parte è tutta per
Branduardi: vengono “aissate” le vele della scenografia e parte il recitativo
del “Cantico delle Creature”. Tutto secondo copione, il
concerto procede senza grandi sorprese, concludendosi con la “Predica
della perfetta letizia” per poi ricominciare col solito rituale del
bis.
E qui che avviene il miracolo: Branduardi dapprima “prepara” il
pubblico con la “Pulce d’Acqua”, e infatti l’atmosfera ritorna quella di festa,
poi è la volta de “Alla fiera dell’Est”, inizia col
violino e voce con ritmo arabico ripetitivo, quando cominciano ad salire
sul palco, ad uno ad uno, tutti i componenti della Nuova Compagnia di
Canto Popolare: la musica cambia ritmo, cambia regione, si sposta
dalla’Arabia a Napoli, il suono delle tammorre e le grida dei
vicoli e dei Quartieri Spagnoli si mescolano col violino di Angelo , “Alla fiera
dell’est” diventa mediterranea, calda e passionale, sono quei
momenti in cui la musica diventa un potente strumento evocativo e di
trasporto e ti lascia senza fiato.. E’il Branduardi che più ci piace,
quello delle felici contaminazioni, musica che viene dall’anima che sa sposarsi
con culture diverse ed estremamente eterogenee, questa è la vera potenza della
Musica che solo i grandi musicisti sono in grado di far vivere e
rivivere!
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Michelangelo Gargiulo








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