
Oggi l’immagine di chi si
ama magari la portiamo sul display di un telefonino, potenza
dell’ Hi-tech… e quando questa persona, in un modo o in un altro,
esce dalla nostra vita, basta premere “canc.” per farla sparire. Ma il
dolore richiede i suoi tempi, sempre lenti, per stemperarsi e nella
mente e nel cuore tutto rimane esattamente come tanti anni fa, ai tempi di
questa struggente poesia sulla quale Angelo ha adattato la sua “Colori”.
Gli Indiani d’America solevano enfatizzare il momento del
distacco componendo il volto dell’amata con i colori della terra e
lasciando che il tempo e le intemperie ne confondessero i
contorni, rendendolo irriconoscibile. Solo allora, dopo un pianto
liberatorio, si era pronti per
ricominciare.
Canto dei Pellerossa del Nuovo
Messico
Perché io guarisca
lo stregone ha
dipinto
l’immagine tua sul deserto:
dorata sabbia per i tuoi
occhi,
sabbia rossa per la tua bocca,
azzurra sabbia per i tuoi capelli,
sabbia bianca
per le mie lacrime.
Tutto il giorno ha dipinto.
Tu come dea
crescevi
sull’immenso canovaccio giallo.
Di sera il vento disperderà
la
tua ombra multicolore,
Secondo la legge, nulla ne resta,
nulla oltre il
simbolo delle mie lacrime:
la sabbia d’argento.
Album: Cogli la prima mela - 1979
FONTE: “Canzoni” Giampiero
Comolli Ed. LatoSide - Roma
Ritratto di un “madonnaro” da
una foto di Daniele Landini

Michelangelo Gargiulo








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