Sergej Esenin e Isadora Duncan: il nostro sogno infranto

Isadora: " Ricordo quando ti ho visto per la prima volta. Avevi 27 anni e una dolorosa bellezza che incantava..." Sergej: " E tu eri piccola e rotonda... irresistibile. Chissà perchè quel vezzo di abbassarti l'età: erano 45, non 37... 45 anni di fascino travolgente."

Dalla Guida Poeti & Sognatori
 
Isadora: ” Sì, avevo appena
ricominciato a vivere. I miei bambini… Ero con loro e con Singer, sai,
quello delle macchine da cucire. Era innamorato di me, voleva sposarmi e siamo
andati a festeggiare tutti insieme in una pasticceria di Parigi. Poi ho lasciato
i bambini con la governante e l’autista, dovevano tornare a casa. Hanno detto
che a un certo punto il motore si è spento, l’autista è sceso per girare la
manovella, ma non ha tirato il freno a mano e l’auto… l’auto è finita nella
Senna, con dentro i bambini. I miei bambini. Non so come
ho fatto a sopravvivere, sono stati anni terribili.”
 
Sergej: “Lo immagino…
Poi è arrivata l’occasione di portare la tua danza in
Russia
. Che momenti grandiosi: tu danzavi scalza, avvolta in pochi
veli… seguivi la musica o era la musica che seguiva te? Eri tu la musica,
eri natura, eri poesia…”
 
Isadora: ” Poesia… scrivevi
versi che io capivo a malapena, ma era la tua voce ad esaltarmi, la tua
sensualità a farmi muovere ovunque, anche sopra i tavoli, vinta dalla passione.
Ricordi quanto ridevamo quando qualche benpensante scandalizzato ci
cacciava dai locali? Per te ho perso la testa, il cuore e tutto ciò che
avevo
. Ti ho sposato, proprio io, che non avevo mai voluto un
marito tra i piedi… Ma tu, Sergej, mi hai amata
davvero?”
 
Sergej: ” Credo di sì. Non
riuscivo a stare senza di te. Lo so, spesso mi ubriacavo, diventavo
violento
, ti picchiavo…  Ero fatto così. Avevo in testa mille
preoccupazioni per il mio paese: stava cambiando e io dovevo esserci. Ero
inquieto, insoddisfatto, non capivo la tua lingua. Quando mi hai portato in
America mi sono sentito a disagio: lì non ero nessuno, solo “il marito
russo della Duncan” e i pigiami di seta, gli abiti costosi, non mi
bastavano più. Hai fatto di tutto per farmi restare, ma io avevo bisogno della
mia gente, della mia patria.”
 
Isadora: ” Eri un’anima in
pena, proprio come me. L’amore non è servito a guarire le nostre ferite, a
tenerci uniti. In Russia non è andata come speravo: mi avevano promesso una
scuola di ballo da dirigere a Mosca, avrei voluto portare la mia arte alle
piccole figlie della rivoluzione, avrei voluto danzare per il
popolo
che non aveva denaro per assistere ad uno spettacolo… ma non è
successo. Neanche io potevo restare nel tuo paese.”
 
Sergej: ” Così è finita. Ho
avuto altri amori, ma nessuno mi ha salvato.”
 
Isadora: ” L’ho letto sui
giornali. La morte. E’ stata lei a salvarti, stringendoti
le mani intorno al collo. Dicono che forse non l’hai cercata, che qualcuno
l’ha fatto per te.”
 
Sergej: ” Oh, non è
importante… ho trovato la pace. So che due anni dopo è
successo anche a te. La morte è arrivata e ha stretto il
collo
. Ma come hai potuto essere così ingenua da lasciar
svolazzare una sciarpa tanto lunga da infilarsi tra le ruote
dell’auto?  L’avrai mica fatto apposta…?”
 
Isadora: ” Oh, non è
importante. Ho trovato la pace.” 
 
Alessandra Mazzucco
 

Dialogo liberamente tratto dai testi
biografici: 
“La mia vita”  I. Duncan  Dino
Audino Editore
“Poesie e Poemetti”  S. Esenin a cura di E.
Bazzarelli  Ed. Bur
 

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