
L’episodio raccontato da
Matteo nel vangelo apocrifo subisce qualche variante, a
cominciare da un punto di vista botanico: all’inizio, infatti, si trattava di
una palma, che in Galilea ovviamente era
una pianta molto diffusa.
Secondo l’opinione comune in
voga nel Medioevo, Giuseppe avrebbe male interpretato la gravidanza
di Maria, e si sarebbe a dir poco arrabbiato per la presunta infedeltà
della Vergine. Varie stesure offrono diversi epiloghi, come ad esempio il
pentimento di Giuseppe per la sua reazione rabbiosa e la conseguente
richiesta di perdono ai piedi di Maria e anche la profezia del
bambino, il suo sacrificio sulla croce e la nuova Pasqua.
THE
CHERRY-TREE CAROL
Joseph was an old man, an old man was he
When he
wedded Mary in the land of Galilee.
Joseph and Mary walked through an
orchard good
Where was cherries and berries, so red as any blood.
Joseph
and Mary walked through an orchard green,
Where was cherries and berries, as
thick as might be seen.
O then bespake Mary, so meek and so mild:
“Pluck
me one cherry, Joseph, for I am with child.”
“O then bespake Joseph, with
words most unkind:
“Let him pluck thee a cherry that brought thee with
child.
“O then bespake the baby, within his mother’s womb:
“Bow down then
the tallest tree, for my mother to have some.
“Then bowed down the highest
tree unto his mother’s hand Then she cried,
“See, Joseph, I have cherries at
command.
“O then bespake Joseph:”I have done Mary wrong;
But cheer up,
my dearest, and be not cast down.
“Then Mary plucked a cherry, as red as the
blood,
Then Mary went home with her heavy load.
Then Mary took her babe,
and sat him on her knee,
Saying, “My dear son, telle me what this world
will be.
“O I shall be as dead, mother, as the stones in the wall;”
The
stones in the street, mother, shall mourn for me all.
Upon Easter-Day,
mother, my uprising shall be;
O the sun and the moon, mother, shall not rise
with me.”
W.Sandys,
Christmas Carols, 1833, p, 123
LA CÀROLA DEL
CILIEGIO
Giuseppe era vecchio, era vecchio davvero
Quando sposò Maria
in terra di Galilea.
Giuseppe e Maria camminavano per un bel frutteto,
Dove c’erano bacche e ciliege rosse come il sangue.
Giuseppe e Maria
camminavano per un verde frutteto
Dove c’erano ciliege e bacche fitte da non
dirsi.
Allora parlò Maria, così mite e così dolce:
“Coglimi una
ciliegia, Giuseppe, perchè sono incinta.”
Allora parlò Giuseppe, con parole
assai scortesi:
“Chiedi al padre di tuo figlio di raccoglierle per
te.”
Allora parlò il bambino dentro al grembo di sua madre:
“Si
pieghi l’albero più alto perchè mia madre ne colga.”
Fu l’albero più alto
che si chinò fino a sua madre,
E lei gridò: “Guarda, Giuseppe, ho tutte le
ciliege che voglio.”
Allora parlò Giuseppe: “Ho fatto un torto a Maria,
Ma tu rallegrati, mia amata, e non buttarti giù.”
Allora Maria colse una
ciliegia rossa come il sangue
E dopo se ne andò a casa, con il suo grave
fardello.
Maria prese il bambino e se lo mise sulle ginocchia,
E disse,
“Mio figlio caro, che ne sarà di questo mondo?”
“Oh, io sarò morto, madre,
come le pietre nel muro;
Le pietre della strada, madre, piangeranno per me.
Il giorno di Pasqua, madre, sarà la mia resurrezione,
Il sole e la luna,
madre, si leveranno con me.”
Trad. Riccardo
Venturi
” Ma, tolto qui ogni riferimento ai personaggi
del Vangelo, la storia diventa più singolare. È come se fosse la natura a
chinarsi in quanto
sarebbe lei il padre del bambino. Bisogna però notare che
il vecchio chiama la donna « suo ultimo fiore », sa di stare per morire, e
oltretutto è un giardiniere, così come le ciliegie sono un frutto. Allora è come
se fosse adombrata qui una identificazione fra il vecchio e il ciliegio: il
vecchio è effettivamente il padre del bambino, ma un padre già in parte morto, e
che quindi intravede la propria trasfigurazione in una pianta.”
Angelo
Branduardi
Ed ecco che Angelo, con la sua versione, ci offre un ulteriore
spunto, una nuova fase nella continua evoluzione di questa Ballata. Questo
è uno dei grandi meriti di Angelo Branduardi: saper guardare il passato per
gettare un ponte verso il futuro. Questo lo fa diventare un grande artista,
unico in questo genere di operazioni, forse non solo in Italia.
Album: La pulce d’acqua -
1977
Dipinto: “Maternità” - Renata
Vernaglia

Michelangelo Gargiulo








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