
Chi è stato a quel concerto ha
assistito ad un evento. Si è tenuto al Teatro di Trento, nel
1997.
Sul palco si presentano in 4 e sono:
Maurizio Fabrizio, Andreas Vollenweider, Alfio Antico, e
naturalmente Angelo Branduardi. Arpeggi, giri armonici, tutto
aleggia in un contesto quasi surreale e quando Branduardi cita
una battuta:” E’ questo il bello della musica: non serve a
niente.” arriviamo al paradosso che prende e sorprende. Se ci
possiamo aspettare una performance di musicisti raffinati e “colti” come
Branduardi, Wollenveider e il Maestro Maurizio Fabrizio che suonano insieme, si
rimane quantomeno interdetti nel vedere sul palco aggiungersi
un loro collega così “primitivo” (come angelo amorevolmente lo
definisce) e cioè Alfio Antico. Passionalità mischiata a
raffinatezza, mediterraneità dirompente che non stravolge e non
sovrappone.
Per questa improvvisata ensemble
viene preso di mira l’album ideale per questi tipi di concerti: il capolavoro
“Branduardi canta Yeats”, album già di per sè acustico; ma
vengono eseguiti anche altri classici che rivivono e rinascono con
sonorità sorprendenti.
I due brani che si potranno ascoltare
rappresentano non solo una testimonianza, ma un documento raro ed
esclusivo. Anche se la qualità sonora non è delle migliori, è
assolutamente da non perdere!
“La collina del sonno” e
“la luna”
Angelo Branduardi, Maurizio
Fabrizio, Andreas Vollenweider, Alfio Antico,
TEATRO DI TRIESTRE -
1997
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Michelangelo Gargiulo








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