
Ammettiamolo, il testo di
questa canzone è alquanto atipico nel panorama della canzone
branduardiana. Eppure non ci sono cenni diretti della violenza perpetrata nei
confronti della fanciulla, il linguaggio è poetico e non crudo,
ma il senso di angoscia che trasmette rimane pressochè intatto ed è come un
macigno dal quale sembra difficile liberarsi.
“La ragazza è molto bella e
cammina ad occhi bassi, l’eremita canta il Gloria per le pietre e per i
sassi…” Due personalità che si contrappongono come il bianco e il nero,
l’acqua e la roccia, il bene e il male. La drammacità nei versi
diventa violenza, slavina di parole e immagini che si ingrandisce e
che si incattivisce man mano che rotola a valle, diventando valanga
di angoscia e di morte.
No, questa non è una favola, non c’è poesia che
possa alleviare l’angoscia di chi diviene vittima di un carnefice, dell’uomo che
diventa bestia che nemmeno più una preghiera può assolvere.
“La
ragazza è tutta bianca sotto il cielo che s’abbruna, l’eremita sul suo corpo
coglie il fiore della luna…”
E’ la notte più buia, più nera, quella
fredda, cattiva. E’ la notte dove hanno ucciso la luna.
Album: Domenica e Lunedì -
1994
Dipinto: “Violenza..” -
Judy Jashinsky

Michelangelo Gargiulo








