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Branduardi e Sanremo

Angelo Branduardi ha uno "strano" primato: Non è mai stato a San Remo, neanche come autore, collaboratore etc...Questo è già sufficiente per conferirgli il titolo di critico implacabile e ostinato, e puo' anche permettersi di fare lo snob...

«È il massimo sforzo con il minimo risultato, l’esatto opposto della mia filosofia di vita. Si fanno un mazzo così per non vendere dischi».
 
Con queste laconiche parole Angelo Branduardi liquida il Festival di Sanremo, senza concedere sconti o possibilità. Il Festival proprio non gli piace e siamo convinti che a San Remo ci andrebbe per altro, magari per gustare una buona cucina, assaporare del buon vino, godersi il buon clima. Chissà cosa si raccontano lui e Giorgio Faletti, che pure è stato al Festival presentando uno dei testi più intelligenti mai apparsi in quella kermesse. Me li vedo, seduti entrambi sul divano, a sghignazzare sulle canzoni, sulle inevitabili stecche che spesso accompagnano le esibizioni dei cantanti, anche quelli più blasonati. Si farà già lo schema mentale di come la melodia si arrampicherà da lì a poco sulle scale del pentagramma, riderà sui ritornelli scontati e prevedibili, ma in fondo, sono solo canzonette, vi pare?
Cambierà canale? Guarderà un documentario storico? Ripasserà la sua Lauda di San Francesco? Chissà…
 
 «È un Santo anche Remo ma non è previsto un pellegrinaggio. Direi che è un Santo di serie B. Mi rendo conto che sarebbe provocatorio andare al Festival a cantare “Laudato si”: chiamerebbero il 113…»
 
E hai ragione pure tu, caro Angelo, resta lontano da quella vetrina televisiva , nuova frontiera dei reality show, sempre più show e sempre meno reality. In fondo, questi sono tempi duri e tutto si deve fà pè campà, nello stile sfarzoso e finanzioso di un Ricucci, e alle scalate del pentagramma si preferisce quella, tanto di moda, di potere.

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