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"Ed è sempre domani...". Dedicato alle genti perse in mare.

Ci sono certe canzoni che vanno al di là del proposito per il quale sono state scritte. A volte il significato si nasconde e sfugge allo stesso autore e si svela sotto una nuova e stupefacente luce.

E’ proprio vero che a volte si fa ciò che di sè non si sa, Angelo lo ripete spesso. C’è una canzone, per esempio, che si intitola “Il dono del cervo” nella quale l’ascoltatore attento scorge il messaggio sulla Resurrezione, messaggio che non era nei propositi di Branduardi, che aveva “semplicemente” elaborato un’antica leggenda orientale.

E poi c’è un’altra canzone: “Il marinaio”, che parla di mare, di Paesi lontani, parla del viaggio, e dell’attesa. Col tempo è diventata una canzone sulla Speranza, una canzone che parla anche di addii, quelli voluti dal destino, addi fatti di mille incognite, di addii voluti ma anche non voluti, e parla anche di persone, di “tutte le genti perse in mare”.
Il video che vi presento è stato realizzato dal Sottoscritto e l’ho fatto partendo da una giusta, doverosa, e necessaria causa. Un video per ricordare chi dal mare non è più tornato. Non per non dimenticare, ma per ricordare. Per ricordare le facce, i sorrisi, tutte le esperienze che si leggono con gli occhi della memoria, in quei solchi scuri che “il tempo disegna sul viso di chi naviga il mare”.

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