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Leopardo delle nevi

Il leopardo delle nevi possiede un pelo molto spesso, color grigio fumo picchiettato di piccole macchie e puntini scuri.

Ha anche una lunga e grossa coda (che gli serve sia per mantenere l’equilibrio che come calda sciarpa durante le notti più fredde) e un sottopelo fitto, lanugginoso che gli permette di affrontare le lunghe stagioni fredde tipiche del clima montano. Anche la sua cavità nasale è molto ampia per permettere all’aria inalata di riscaldarsi prima di passare nei polmoni. I suoi arti posteriori sono lunghi mentre quelli anteriori sono più corti per permettergli di fare grandi salti.














ABITUDINI DEL LEOPARDO DELLE NEVI
Il leopardo delle nevi vive tra le alte montagne dell’Asia Centrale, generalmente tra i 3.000 e i 4.500 metri di altitudine, in un ambiente secco, roccioso, ricco di arbusti e praterie. Ha abitudini prevalentemente notturne o crepuscolari (alba e tramonto), a seconda delle persecuzioni che subisce nelle differenti regioni. Le sue prede abituali sono le pecore selvatiche e le capre, compresa la pecora blue e argali. Tuttavia, vivendo in un terreno di montagna le prede sono scarse e il leopardo allora si ciba anche di cervi, giovani yak, asini selvatici e bestiame allo stato brado: è in grado di catturare prede tre volte più pesanti. Ha bisogno di una grossa preda ogni 10-15 giorni. Non rappresenta un pericolo per l’uomo. E’ dotato di vista e udito sviluppatissimi e quando percepisce la presenza umana, cautamente si allontana.
MINACCE
Il leopardo delle nevi è stato ferocemente cacciato in passato per la sua pelliccia. Negli ultimi anni questo tipo di commercio a livello internazionale è notevolmente diminuito, ma la specie è ancora seriamente minacciata.

Una delle minacce principali è rappresentata dal fatto che i mandriani stanno ormai trasferendo le loro greggi nei territori del leopardo. Il bestiame domestico compete con le pecore e le capre selvatiche a causa dalla scarsità di pascoli, e questo spinge le prede selvatiche in altre zone. In assenza delle prede abituali, i leopardi iniziano a predare il bestiamo d’allevamento, provocando la reazione dei pastori che non esitano ad uccidere i felini.

I leopardi delle nevi vengono uccisi anche per le loro ossa, che vengono usate nella medicina tradizionale cinese al posto delle ossa di tigre. Il leopardo delle nevi, insieme agli altri grandi felini, è inserito nell’Appendice 1 della Convenzione sul Commercio Internazionale delle Specie in Pericolo (CITES), che assicura la maggiore protezione a livello internazionale.

FATTORI DI RISCHIO:
La caccia incontrollata è una minaccia per tutti gli esemplari di leopardo delle nevi. Sebbene protetto da leggi nazionali e internazionali, la caccia viene ancora praticata per proteggere il bestiame, dai bracconieri per i trofei e le ossa e questo non fa che accellerare il rapido declino della specie.

Le trappole sistemate per catturare altri animali da pelliccia prendono anche il leopardo delle nevi. Una volta catturati, vengono spesso uccisi dai cacciatori per il loro mantello.

CONSERVAZIONE – L’AZIONE DEL WWF
L’intera popolazione mondiale è rappresentata da non più di 7.000 esemplari. Numerose organizzazioni lavorano per proteggere il leopardo delle nevi. Il WWF stesso porta avanti numerosi progetti in vari paesi, tra i quali il Nepal e il Pakistan. Il WWF opera con altre ONG quali il Fondo Internazionale per il Leopardo delle Nevi (ISLT). Parte del lavoro prevede il finanziamento di guardie contro i cacciatori di frodo in Mongolia (così come il WWF stesso avevo già fatto con successo per le tigri siberiane), nonché studi e programmi di sensibilizzazione e educazione.

La Strategia per la sopravvivenza del leopardo delle nevi, che vede coinvolto anche il WWF, punta sull’integrazione dei bisogni delle popolazioni locali con quelli del felino. Le attività che questa strategia prevede includono appunto il pattugliamento contro i bracconieri, il coinvolgimento attivo dei villaggi e delle pooplazioni locali, la creazione di rifugi di pietra nei quali proteggere il bestiame di notte.

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